Artrite reattiva: Cause, Sintomi e Trattamento

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L’artrite reattiva è una forma particolare di artrite che viene innescata da un’infezione presente in un’altra parte del corpo, generalmente l’intestino, i genitali o il tratto urinario. 

Nota anche come Sindrome di Reiter, colpisce in genere le articolazioni delle ginocchia, delle caviglie e dei piedi ma in alcuni casi può estendersi anche agli occhi, alla pelle e all’uretra, l’organo che trasporta l’urina dalla vescica fino all’esterno.

Si tratta comunque di una patologia non comune che colpisce sono una ridotta percentuale di persone. Inoltre nella maggior parte  dei casi i sintomi hanno solo una durata momentanea e nel giro di alcuni mesi la malattia scompare del tutto  senza lasciare segni. 

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Vediamo dunque in questo articolo quali sono le cause, i sintomi e i possibili trattamenti di questo tipo di artrite.

Cause di artrite reattiva

Questa patologia si sviluppa in genere come reazione secondaria ad un’infezione contratta per via sessuale o alimentare. La causa è legata quindi alla presenza di alcuni batteri che, una volta entrati a contatto col nostro corpo, tendono a provocare, come effetto secondario, dolore e infiammazione alle articolazioni.

A differenza però dell’artrite settica, in genere i microrganismi originari non sono più presenti nel corpo quando il dolore articolare inizia a manifestarsi.

Per quanto riguarda il tipo di batter che possono far scatenare l’artrite reattiva, quelli più comuni sono quelli della Chlamydia trachomatis o dell’Ureaplasma urealyticum, entrambi trasmissibili per via sessuale. Altri batteri comunemente associati a questo tipo di artrite sono la Shigella, la Salmonella, la Yersinia o  il Campylobacter, che invece si trasmettono per via alimentare e provocano infezioni del tratto intestinale.

Secondo medici e ricercatori vi sono comunque alcuni fattori di rischio che possono aumentare l’incidenza della malattia. Questi sono:

  • Avere un’età compresa tra 20 e 40 anni, periodo della vita in cui si è sessualmente più attivi;
  • Appartenere al genere maschile poiché gli uomini hanno maggiori probabilità rispetto alle donne di sviluppare l’artrite reattiva in risposta ai batteri a trasmissione sessuale;
  • Avere altre persone in famiglia con questa patologia, in quanto è stato individuato un marcatore genetico specifico collegato alla malattia. Ciò nonostante,  anche l’artrite reattiva non può essere considerata una malattia genetica.

Sintomi di artrite reattiva

I sintomi di artrite reattiva iniziano generalmente da una a quattro settimane dopo l’esposizione a uno dei batteri scatenanti l’infezione. Nell’uomo, i primi sintomi sono in genere minzione dolorosa e frequente e secrezione dal pene in caso di infiammazione dell’uretra. Può anche manifestarsi diarrea e, dopo qualche giorno, dolore alle dita dei piedi, ai fianchi, alle articolazioni del ginocchio o delle caviglie.

Il dolore agli arti, a differenza dell’artrite reumatoide, è in genere asimmetrico (colpisce quindi le articolazioni da un solo lato del corpo) e spesso associato a rigidità e riduzione della libertà di movimento. La pelle in corrispondenza dei giunti colpiti può apparire gonfia, calda e arrossata. L’atrofia muscolare non è in genere presente se non nei casi più gravi.

Altri sintomi  sia negli uomini che nelle donne includono:

  • Sangue nelle urine;
  • Fotosensibilità agli occhi;
  • Infiammazione purulenta degli occhi (congiuntivite);
  • Stomatite o ulcere della bocca;
  • Keratoderma blennorrhagica, una malattia dermatologica che provoca macchie sulla pelle su palmi, piante dei piedi, tronco e cuoio capelluto;
  • Dolore alla schiena e all’osso sacro;
  • Tendinite o dolore ai tendini;
  • Infiammazione dei tessuti molli;
  • Dita gonfie simili a salsicce come avviene nel caso di artrite psoriasica;
  • Stanchezza;
  • Perdita di peso;
  • Sintomi influenzali

Come si fa la diagnosi

Qualora il medico, osservando alcuni dei sintomi appena descritti, dovesse sospettare la presenza di artrite reattiva, è probabile che vi sottoporrà ad un esame del sangue per verificare se siete stati di recente affetti da qualche infezione.

In alcuni casi, infatti, le infezioni che danno luogo a questo tipo di artrite possono essere asintomatiche, quindi potreste non esservi neppure accorti di averle.

Il prelievo servirà anche ad accertare o meno la presenza di:

  • Anticorpi associati all’artrite;
  • Marcatore genetico collegato all’artrite reattiva.

Visto che molti dei sintomi di artrite reattiva sono comuni ai sintomi di altri tipi di artrite, l’analisi differenziata richiederà anche un prelievo di liquido dall’articolazione interessata dal dolore. La presenza di batteri potrebbe, ad esempio far sospettare che siamo di fronte, ad artrite settica. Se  fossero, invece, presenti cristalli di acido urico potrebbe trattarsi di artrite gottosa.

Per valutare infine lo stato dell’infiammazione, andranno eseguiti anche dei test di imaging alle articolazioni colpite, in genere una radiografia.

Artrite reattiva tips

Trattamento dell’artrite reattiva

Il trattamento di questa patologia è di solito di tipo sintomatico, consiste cioè nel gestire i sintomi e trattare l’infezione che li ha scatenati se ancora presente.

La terapia è generalmente solo farmacologica è prevede la somministrazione di:

  • Antibiotici per debellare i batteri causa d’infezione ancora in circolo;
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare l’infiammazione e il dolore;
  • Corticosteroidi per ridurre l’infiammazione;
  • Steroidi topici in caso di eruzione cutanea;
  • Farmaci contro l’artrite reumatoide che possono essere utili anche in questo caso per ridurre la rigidità articolare.

Oltre ai farmaci è importante farsi seguire da un medico o un fisioterapista per fare esercizi fisici mirati a rafforzare i muscoli intorno alle articolazioni interessate. Questo fornirà un supporto aggiuntivo agli arti infiammati, alleviando il fastidio e il dolore. Alcune persone provano sollievo anche dall’esecuzione di impacchi caldi o freddi oppure dal modificare la postura inserendo delle solette nelle scarpe.

Come in tutti gli altri tipi di artrite, anche la dieta svolge un ruolo essenziale. Le persone affette da artrite reattiva dovrebbero seguire un’alimentazione sana, evitare cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri che possono peggiorare la funzione intestinale e optare invece per alimenti ricchi di antiossidanti e acidi grassi insaturi utili a contrastare l’infiammazione.

Infine, è da non sottovalutare il ruolo della prevenzione: l’uso del profilattico, lavarsi sempre le mani prima di mangiare o toccare gli alimenti e conservare i cibi in modo adeguato può, senza dubbio, servire a limitare il rischio di infezioni che sono causa di artrite reattiva.

Possibili complicanze

La maggior parte delle persone affette da artrite reattiva guarisce in circa 3-4 mesi dopo aver contratto l’infezione, ma circa la metà può avere recidive anche per diversi anni. Solo un numero ridotto di persone sviluppa complicanze anche a carico di altri organi che possono includere:

  • Infiammazione del muscolo cardiaco (pericardite);
  • Irrigidimento della colonna vertebrale;
  • Glaucoma;
  • Cataratta
  • Cecità progressiva;
  • Deformità ai piedi;
  • Accumulo di liquido nei polmoni;
  • Infezioni ai reni.

Nei casi più gravi, in cui non c’è remissione dei sintomi, l’artrite reattiva può degenerare in artrite cronica, artrite psoriasica o spondilite, un tipo particolare di artrite caratterizzata da da dolore e rigidità del collo e della colonna vertebrale.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo parlato di una forma particolare di artrite, l’artrite reattiva, che è la conseguenza di un’infezione batterica. I sintomi di questa patologia includono, oltre dolore e infiammazione alle articolazioni, anche manifestazioni a carico di altri organi quali occhi, pelle e tratto urinario.

La prognosi di questo tipo di artrite è in genere favorevole e solo in rari casi possono esserci recidive e/o complicanze. I soggetti più colpiti sono in genere maschi fra i 20 e i 40 anni. Le persone affette  hanno in genere un marcatore genetico che conferma come la familiarità possa essere considerata come un fattore predisponente della malattia.

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Domande frequenti su Artrite reattiva

Quali tipi di infezioni batteriche sono in genere causa di artrite reattiva?

L’artrite reattiva è in genere causa da infezioni di tipo intestinale e sessuale. In una minoranza dei casi è dovuta ad infezioni del tratto urinario.

Quali sono le persone più colpite da artrite reattiva?

L e persone più colpite da artrite reattiva sono gli uomini di età compresa fra i 20 e 40 perché sono la categoria di persone maggiormente colpita da infezioni di tipo sessuale come la clamidia.

Dopo quanto tempo che si è verificata l’infezione si cominciano ad avere i primi sintomi di artrite reattiva?

In genere, i primi sintomi di artrite reattiva iniziano da una a quattro settimane dopo che si è verificata l’infezione.

Cosa differenzia l’artrite reattiva da altri tipi di artrite?

L’artrite reattiva non è una malattia autoimmune come l’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica. A differenza dell’AR il dolore articolare è presente di solito su un solo lato del corpo e colpisce più i maschi giovani che le donne anziane. Oltre ai dolori articolari, possono essere presenti sintomi a carico degli occhi e della pelle. Eseguendo inoltre un prelievo di liquido dall’articolazione interessata non dovrebbero essere presenti batteri, segnale di artrite settica, o acido urico, che è invece segno di gotta o artrite gottosa. Infine, a differenza degli altri tipi di artrite, l’artrite reattiva tende a scomparire del tutto dopo 3 o 4 mesi. Solo in rari caso comporta recidive o complicanze.

Cosa prevedono le cure per l’artrite reattiva?

Le cure per l’artrite reattiva prevedono la somministrazione di antibiotici per eliminare i batteri causa dell’infezione, antinfiammatori non steroidei per controllare il dolore, corticosteroidi per l’infiammazione e, in alcuni casi, altri farmaci utilizzati contro l’artrite reumatoide.

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