Fumare fa Dimagrire: Scopriamo cosa c’è di vero

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Fumare fa dimagrire? Si tratta di una convinzione socialmente diffusa. Spesso abbiamo sentito dire che, per perdere peso, quello della sigaretta può essere un vizio “utile”.

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Alcuni si spingono addirittura a dire che può essere dannoso smettere di fumare per il pericolo di ingrassare! Vediamo quindi cosa c’è di vero in quelle che sembrerebbero solo delle convinzioni popolari.

Fumare fa dimagrire?

L’idea che fumare faccia dimagrire è stata diffusa per molto tempo e, in fin dei conti, non è un’idea del tutto sbagliata. Così, ad esempio, si è consolidata l’abitudine di collegare il fumo della sigaretta alla possibilità di tenere il peso sotto controllo o, anche, di dimagrire.

L’equazione fumo/peso, tuttavia, non è così semplice e, soprattutto, non così facilmente liquidabile con una semplice affermazione. Secondo gli studi condotti in questo settore, infatti, sembra che i fumatori siano tendenzialmente più magri rispetto ai non fumatori. Ciò nonostante, i fumatori sarebbero predisposti all’accumulo di grasso nella zona addominale e, si sa, questo specifico accumulo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Secondo la scienza medica, il tabagismo, ovvero la dipendenza nei confronti del tabacco e della nicotina, tende a regolare il peso corporeo, influenzando le abitudini e i comportamenti alimentari, secondo  meccanismi che ci sono ancora in buona parte sconosciuti.

Ma vediamo nel dettaglio che rapporto esiste tra fumo, nicotina e peso corporeo.

Nicotina e dimagrimento

La nicotina è un alcaloide, di facile assorbimento da parte dell’organismo, che induce dipendenza e, come sappiamo bene, genera effetti sul sistema nervoso e cardiovascolare. Il suo effetto di accelerazione metabolica può essere più o meno paragonato a quello della caffeina. Con la differenza che il caffè porta effetti transitori, mentre la nicotina accelera il metabolismo finché si ha l’abitudine di assumerla.

Alla nicotina, contenuta normalmente nel fumo di sigaretta, sono da ricollegarsi i maggiori effetti che influenzano l’alimentazione. Per prima cosa, infatti, questa sostanza causa una minore assunzione di cibo, forse anche per uno spostamento dell’attenzione del fumatore dal cibo alla sigaretta.

Inoltre, la nicotina ha il potere di aumentare di circa il 10% il metabolismo basale, che è in pratica la quantità di calorie bruciate dal nostro organismo in stato di quiete per assicurarsi la piena funzionalità. Ciò equivale a dire un consumo giornaliero di circa 200 Kcal in più per un fumatore rispetto a un non fumatore.

In genere, poi, questa sostanza induce il nostro corpo a bruciare più grassi e regola il tasso di leptina, ovvero l’ormone che interviene sul senso di sazietà. Favorisce infine il rilascio, da parte del sistema nervoso, di noradrenalina, dopamina, serotonina e acido y-amminobutirrico. Si tratta di sostanze che in maniera differente intervengono sul senso di appetito e incrementano il metabolismo. Ciò non toglie che esistano molti casi di obesità in soggetti appartenenti alla categoria dei fumatori. Questo, quindi, non confermerebbe l’equazione nicotina/dimagrimento.

L’azione della nicotina sul cervello

Da tempo la scienza ipotizza che la nicotina abbia un effetto anoressizzante e che, quindi, intervenga sui recettori cerebrali che regolano il senso di sazietà e di gratificazione fisica. Effetti cui si associano anche quelli di rilassamento, dipendenza e aumento della pressione arteriosa.

Secondo alcune ricerche condotte negli Stati Uniti d’America, la nicotina introdotta nel nostro organismo stimola l’invio di segnali di sazietà al cervello, in una maniera del tutto simile a  quando si è mangiato davvero.

Il problema connesso all’effetto anoressizzante è quello di scoraggiare la scelta di smettere di fumare, incoraggiando al contrario la dipendenza. Un aspetto che le aziende produttrici di sigarette avrebbero abilmente colto, se è vero che alcune di esse hanno optato per inserire sostanze in grado di diminuire lo stimolo della fame nelle loro sigarette, come affermato da uno specifico studio svolto in Svizzera.

Secondo questa ricerca, condotta presso l’Ospedale Universitario di Losanna, infatti, le grandi compagnie internazionali del tabacco avrebbero aggiunto alle sigarette prodotte anche acido tartarico e acetilpiridina, componenti in grado di aumentare il controllo dell’appetito.

Per la precisione, dunque, a livello limbico la molecola della nicotina, interagendo con alcuni recettori, induce il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina, la Serotonina, la Dopamina, la Noradrenalina, il Glutammato e il GABA. Queste sostanze, rilasciate nell’organismo, comporterebbero poi a loro volta incremento del metabolismo, della termogenesi, della lipolisi (e mobilitazione dei trigliceridi), del dispendio energetico nell’attività fisica e, infine, dell’attività insulinica.

Fumo e peso corporeo

Il legame tra tabagismo e perso corporeo è dimostrato da alcuni dati che mettono in evidenza come i fumatori adulti pesino in media 4-5 Kg in meno rispetto ai non fumatori della stessa età.

Il fenomeno opposto, invece, si osserva quando si esaminano i dati conseguenti alla cessazione della dipendenza. In questo caso, infatti, si assiste ad un incremento medio del peso compreso tra 7 e 15 Kg in un lasso di tempo di otto anni successivi alla cessazione stessa, con un picco nei primi sei mesi. Sappiamo anche che solo il 25% degli ex-fumatori riesce a mantenere un peso corporeo adeguato.

Infine, una curiosità. Qualcuno ha calcolato il numero di calorie che possono essere consumate in un’ora di fumo. Un individuo di corporatura media, del peso di 70 Kg se uomo, stando seduto a fumare ed escludendo qualsiasi altro tipo di azione corporea, consumerebbe 68,47 Kcal per ora. Un uomo di 75 Kg  consumerebbe 70,35 Kcal. Una donna dal peso di 55 Kg, invece, consumerebbe, nelle stesse condizioni, 52,67 Kcal per ora.

Ora potete divertirvi a calcolare approssimativamente, in base al vostro peso e al vostro sesso, quanto consumo energetico vi farebbe realizzare lo starvene comodamente seduti a fumare!

Nicotina e accumulo di grasso

Se, come abbiamo visto, la nicotina assunta attraverso il fumo concorre ad aumentare il nostro metabolismo basale, alcuni elementi intervengono a collegare questo aspetto all’accumulo di grasso.

Secondo una ricerca australiana, le sigarette non impedirebbero l’accumulo di sostanza adiposa. Quest’ultima, infatti, sarebbe addirittura incentivata dal fumo, che ne favorirebbe la sedimentazione intorno agli organi vitali, quindi nelle zone più sensibili per la nostra salute.

A ciò si aggiunge che il fumo può causare una perdita della massa muscolare e alcuni disturbi metabolici.

Fumare

Smettere di fumare fa ingrassare

Un timore molto diffuso tra i fumatori è anche quello di ingrassare dopo aver smesso di fumare. In molti casi, anzi, è dimostrato che questo timore sia una delle cause che spinge a non mettere da parte le sigarette anche contrariamente al proprio desiderio.

Secondo alcune statistiche, circa l’80% dei soggetti che smettono di fumare rilevano un aumento di peso compreso tra i 2 e i 5 Kg nel corso del primo anno, con una particolare incidenza tra le donne.

L’aumento del peso corporeo in seguito all’abbandono del “vizio” del fumo è collegato al fatto che, senza l’apporto della nicotina, ha termine l’incremento del metabolismo basale e il contenimento dell’appetito. In pratica, è facile che chi  smette di fumare aumenti la quantità di cibo assunta, a fronte di un metabolismo che andrà rallentando.

Il “problema” insorge per una ristretta fascia di popolazione che, dopo aver smesso di fumare, rileva un aumento del peso pari al 10/15%. In questo caso, la mancanza delle sigarette, sia fisica sia psicologica, viene compensata con un sensibile aumento del consumo di dolci, caramelle,  snack, cibo spazzatura e bevande alcoliche.

L’aumento dell’appetito, dunque, è uno dei fenomeni più comuni tra chi decide di smettere di fumare. C’è però da considerare che si tratta di un fattore tendenzialmente destinato a diminuire per poi scomparire col tempo.

Consigli per chi smette di fumare e non vuole ingrassare

Tenendo conto di tutti questi aspetti, è decisamente consigliabile a chi smette di fumare di intraprendere un’attività fisica per contrastare le conseguenze di un metabolismo “rallentato” e di un possibile aumento delle calorie introdotte attraverso l’alimentazione.

Per la precisione, comunque, l”incremento dell’appetito conseguente alla sospensione del fumo può portare un surplus calorico di circa 227 Kcal al giorno. Un dato che può essere aggravato qualora non subentri un’adeguata attività fisica a supporto. Il rallentamento metabolico conseguente, infatti, andrebbe bilanciato appunto da un costante allenamento fisico, l’unico in grado di elevare il consumo calorico giornaliero.

A chi prende l’importante decisione di smettere di fumare, inoltre, si consiglia di inaugurare una condotta alimentare adeguata evitando di ridurre drasticamente le calorie, ad esempio eliminando i carboidrati.

Si consiglia, al contrario, di consumare più zuccheri anche per la produzione di serotonina, che regola il senso di benessere, contrastando la fame nervosa. Meglio ancora i carboidrati integrali, che contengono vitamine appartenenti al gruppo B.  A ciò si aggiungano le fibre dei cereali.

E il fumo passivo?

Il fumo passivo fa dimagrire oppure ingrassare? La domanda sorge spontanea, dopo aver letto che è in parte vera l’affermazione che fumare fa dimagrire. Numerosi studi però sembrano dimostrare che assumere il fumo in maniera indiretta fa aumentare la resistenza dell’organismo all’insulina. Questo a sua volta porta ad ingrassare. Ovviamente, gli effetti collaterali del fumo passivo non si limitano a quello preso in esame: sappiamo tutti quali altri e ben più gravi effetti può causare soprattutto per bambini, persone malate o donne incinte!

Fumare per dimagrire: cattiva idea

Come abbiamo visto, le sigarette contengono nicotina, una sostanza che tiene a bada la sensazione della fame o dell’appetito e che può velocizzare il nostro metabolismo basale. Ma non può certamente essere un’azione da scegliere consapevolmente per poter dimagrire o buttare giù qualche chilo di troppo.

Sappiamo bene, infatti, che fumare eleva sensibilmente il rischio di cancro e di ictus, per cui non sarà mai una strada percorribile e sicuramente sconsigliata da qualsiasi dietologo. Inoltre, seppure fumare può aiutarci a ridurre di qualche chilo il nostro peso, questi saranno sempre e invariabilmente meno di quelli che è possibile perdere grazie a un’attività fisica, o a una pratica sportiva costante, che consenta al nostro corpo di bruciare più facilmente il grasso e i chili di troppo.

Tra l’altro, secondo alcune ricerche, quando si fuma non sarebbe la massa grassa a essere maggiormente intaccata ma la massa magra. Quindi, il rischio che che l’adipe alla fine rimanga dove si trovava è davvero dietro l’angolo, associato a quello di farla pagare ai muscoli.

Come smettere di fumare

Uno dei problemi più annosi e dibattuti riguarda proprio la capacità (o in alcuni casi l’incapacità) di smettere di fumare. Libri, personal trainer, sessione di yoga, a volte anche l’ipnosi…..le strade provate per togliersi il vizio del fumo sono state davvero tante. I risultati? più o meno alterni.

Tuttavia, occorre specificare che le ultime ricerche in campo medico e l’arrivo di nuovi prodotti sulle nostra tavole hanno portato a soluzioni innovative ed efficaci per smettere di fumare.

Una di queste, NoSmoke, si presenta nella comoda e pratica formulazione spray che può essere usata ovunque per bloccare immediatamente il desiderio di accendersi una bionda. 

Per chi invece preferisce ricorrere delle pillole, il rimedio giusto è Nicorix, un integratore alimentare in compresse che aiuta a liberarsi una volta per tutto della dipendenza da nicotina.

Fumare fa dimagrire: Suggerimenti e rimedi utili

Per chi invece ha smesso di fumare e teme di ingrassare si consiglia, come abbiamo scritto di svolgere una regolare attività fisica scegliendo, optando magari per  uno sport per dimagrire ad alta intensità, e di seguire un’alimentazione corretta e sana.

Se poi, a causa di un metabolismo rallentato o degli attacchi di fame, avessimo bisogno di un “aiutino”, anche qui il mercato degli integratori alimentari per dimagrire offre un ampio ventaglio di soluzioni:

  • Burn Pro è un integratore che può dare un aiuto concreto a dimagrire più velocemente grazie all’effetto termogenico e al suo potere saziante. I suoi effetti saranno ovviamente amplificati abbinando al suo utilizzo una dieta ipocalorica e un regolare esercizio fisico;
  • Spirulina Fit, il quale sfrutta le proprietà benefiche di questa alga di origine orientale, la Spirulina, per controllare l’appetito e riattivare il metabolismo, aumentando il consumo calorico per favorire l’eliminazione dei grassi;
  • Per i sostenitori della Dieta Chetogenica, è possibile utilizzare invece un prodotto come Keto Slim Fit  che permette di raggiungere più velocemente la chetosi. In questa condizione l’organismo inizia a utilizzare come fonte energetica principale i grassi, bruciando quindi in maniera molto veloce i depositi presenti;
  • Infine per coloro che sono interessati ad un programma di dimagrimento completo c’è Dietonus, la cui formula è studiata per agire attraverso tutte le 24 ore. A differenza degli altri prodotti presentati questo integratore va assunto in tre differenti momenti della giornata. All’interno della confezione, infatti, troverete 3 diversi tipi di capsule, ognuna pensata per agire in maniera specifica.

Alcune curiosità sul fumo

  • Le sigarette per come le conosciamo oggi compaiono nel 1832. Furono “create” da soldati di religione musulmana inserendo del tabacco in cilindri di carta in cui normalmente veniva tenuta la polvere da sparo.
  • Il boom delle sigarette a livello mondiale si ebbe intorno al 1930, grazie alla pubblicità, con l’inizio di una produzione di milioni e milioni di pacchetti.
  • Il consumo di tabacco può momentaneamente migliorare la memoria, l’umore e la prontezza di riflessi, ma può avere effetti dannosi sulla qualità del sonno e indurre stati d’ansia.
  • I primi fumatori furono i Maya e gli Aztechi del Sud America, che erano soliti impiegare il fumo nel corso dei loro rituali religiosi. In seguito, il consumo di tabacco si diffuse in relazione a presunte capacità terapeutiche e per l’induzione di stati alterati di coscienza aspirandolo in gradi quantità e con forza, o anche masticandolo.

Conclusioni

Al di là degli indiscutibili effetti nocivi che il fumo ha sul nostro organismo, va detto che esiste una connessione tra nicotina e dimagrimento. O meglio, possiamo dire che la nicotina assunta attraverso il fumo di sigaretta interviene in due modi:

  • Accelera il metabolismo basale, e quindi il dispendio calorico richiesto dal nostro organismo per “funzionare”.
  • Induce un più alto senso di sazietà, fungendo quindi da “anoressizzante”.

Questo ci spinge a dire che il fumo non è sicuramente un rimedio per dimagrire, ma è senz’altro un elemento che aiuta il nostro corpo a bruciare più calorie. Scegliere la sigaretta perché fumare fa dimagrire è comunque sempre una pessima idea, visti gli effetti collaterali negativi che il tabagismo ha sul nostro organismo.

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Domande frequenti su fumare fa dimagrire

Quali effetti ha la nicotina sul nostro cervello?

La nicotina ha un effetto anoressizzante in quanto interviene sui recettori cerebrali che regolano il senso di sazietà e di gratificazione fisica. In questo modo stimola l’invio di segnali di sazietà al cervello, in una maniera del tutto simile a  quando si è mangiato davvero.

Che effetto ha invece il fumo sul nostro metabolismo?

Il fumo di sigaretta è in grado di aumentare di circa il 10% il metabolismo basale, che è in pratica la quantità di calorie bruciate dal nostro organismo in stato di quiete per assicurarsi la piena funzionalità. Ciò equivale a dire un consumo giornaliero di circa 200 Kcal in più per un fumatore rispetto a un non fumatore.

Che relazione c’è fra sigarette e grasso corporeo?

Le sigarette non impedirebbero l’accumulo di sostanza adiposa. Quest’ultima, infatti, sarebbe addirittura incentivata dal fumo, che ne favorirebbe la sedimentazione intorno agli organi vitali, quindi nelle zone più sensibili per la nostra salute.

Smettere di fumare fa ingrassare?

L’aumento del peso corporeo in seguito all’abbandono del “vizio” del fumo è collegato al fatto che, senza l’apporto della nicotina, ha termine l’incremento del metabolismo basale e il contenimento dell’appetito. In pratica, è facile che chi  smette di fumare aumenti la quantità di cibo assunta, a fronte di un metabolismo che andrà rallentando.

Cosa può fare un ex fumatore che non voglia ingrassare dopo l’abbandono del vizio del fumo?

Un ex fumatore che voglia abbandonare il vizio del fumo per non subire un incremento del peso corporeo dovrebbe compensare il rallentamento del suo metabolismo attraverso un’attività fisica adeguata; è inoltre opportuno che conduca un regime alimentare bilanciato, optando per cibi ricchi di carboidrati  a causa della maggiore concentrazione di serotonina, regolatrice del senso di benessere.

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