Intolleranza al Lattosio: Guida completa

Pubblicato: 10 Luglio, 2020 di Sara

L’intolleranza al lattosio è una delle intolleranze alimentari più comuni. Colpisce, infatti, circa il 75% della popolazione. È dovuta all’incapacità del nostro organismo di digerire il lattosio, il principale carboidrato presente nel latte e nei latticini. Questo provoca a sua volta problemi digestivi che possono avere un effetto molto negativo sulla qualità della vita.

Cos’è il lattosio?

Il lattosio è un disaccaride, ovvero un carboidrato formato da due molecole semplici di zucchero, il glucosio e il galattosio. Per digerire il lattosio è necessario dividere le due molecole di glucosio e galattosio e questo è possibile solo grazie ad un enzima chiamato lattasi. Senza sufficiente lattasi, il lattosio rimane nell’intestino senza essere assorbito dall’organismo e provocando sintomi digestivi.

Il lattosio si trova anche nel latte materno e quasi tutti i neonati fin dalla nascita sono in grado di digerirlo. È molto raro, infatti, vedere casi di intolleranza al lattosio nei bambini di età inferiore ai 3 anni. Qualora dovesse accadere, il neonato non potrà essere nutrito al seno e il latte materno dovrà essere sostituito con formule prive di latte vaccino.

 Quali sono le cause di intolleranza al lattosio

Esistono tre tipi principali di intolleranza al lattosio che sono a loro volta dovuti a cause diverse. L’intolleranza al lattosio di tipo primario è la più comune. È causata da una diminuzione della produzione di lattasi con l’età, fino ad arrivare al punto che il lattosio non può essere più assorbito. Questa forma di ipersensibilità al lattosio può essere parzialmente causata dai geni, perché è più comune in alcune popolazioni rispetto ad altre.

L’intolleranza al lattosio di tipo secondario, invece, è la conseguenza di un’infiammazione o di una malattia alle pareti dello stomaco o dell’intestino, di solito la celiachia. Questo avviene perché la distruzione dei villi intestinali dovuta alla reazione avversa al glutine porta all’incapacità di digerire correttamente il lattosio.

Esiste, infine, anche l’intolleranza al lattosio congenita o evolutiva. È possibile, infatti, che alcuni bambini nascano con ipersensibilità a questo disaccaride causata da una completa assenza di attività della lattasi. Questo disturbo viene trasmesso di generazione in generazione in uno schema ereditario chiamato autosomico recessivo. Questo significa che sia la madre che il padre devono trasmettere la stessa variante genetica affinché un bambino possa essere colpito. I neonati prematuri possono inoltre avere intolleranza al lattosio alla nascita a causa di un livello insufficiente di lattasi.

Fattori di rischio dell’intolleranza al lattosio

I fattori che possono rendere più inclini all’intolleranza al lattosio sono:

  • Età adulta: l’intolleranza al lattosio appare di solito in età adulta mentre è . rara nei neonati e nei bambini piccoli;
  • Razza: l’intolleranza al lattosio è più comune nelle persone di origine africana, asiatica, ispanica e indiana americana;
  • Nascita prematura: i bambini nati prematuramente possono avere livelli ridotti di lattasi perché l’intestino tenue non sviluppa le cellule che producono lattasi fino alla fine del terzo trimestre;
  • Malattie che colpiscono l’intestino tenue: i problemi dell’intestino tenue che possono causare intolleranza al lattosio comprendono la proliferazione batterica, la celiachia e la malattia di Crohn;
  • Alcuni trattamenti contro il cancro: radioterapia e chemioterapia possono produrre complicazioni intestinali che a loro volta provocano intolleranza al lattosio.

Tutti i sintomi di intolleranza al lattosio

Ecco di seguito quali sono i sintomi più comuni di intolleranza al lattosio nei bambini e negli adulti:

  • Mal di stomaco e gonfiore: quando il lattosio non digerito vaga nell’intestino fermenta e produce acidi grassi e gas che provocano dolore e gonfiore nello stomaco;
  • Nausea, vomito e diarrea: l’aumento di acqua nel colon dovuta alla presenza di lattosio fa aumentare a sua volta il volume delle feci che diventano anche molto più liquide. Questo sintomo è molto più frequente nei neonati e nei bambini che negli adulti;
  • Costipazione: al contrario, in alcuni casi l’intolleranza al lattosio può contribuire a rendere più dure le feci a causa della presenza di gas metano, riducendo frequenza e consistenza delle evacuazioni. Questo sintomo è comunque più raro del precedente;
  • Sintomi non digestivi quali mal di testa, affaticamento, ulcere nella bocca, eczema, dolori muscolari ed articolari, difficoltà ad urinare: questi sintomi però non sono stati confermati come sintomi reali dell’intolleranza al lattosio, ma possono anche essere attribuiti ad altre condizioni.

Da notare che l’intolleranza al lattosio non causa problemi respiratori e shock anafilattico, come invece avviene nel caso dell’allergia al latte, disturbo che comporta il coinvolgimento del sistema immunitario e, a differenza dell’ipersensibilità al lattosio di tipo non allergico, colpisce più frequentemente i bambini sotto i 3 anni.

Come avviene la diagnosi di intolleranza al lattosio

Un medico che sospetti l’intolleranza al lattosio in un suo paziente in base alla presenza di uno o più sintomi, come prima cosa prescriverà una dieta di eliminazione dei latticini. Se a seguito della dieta di eliminazione, i sintomi dovessero ridursi e/o scomparire, il medico probabilmente procederà alla conferma della diagnosi attraverso test diagnostici più accurati.

Fra questi uno dei più utilizzati è il test di tolleranza al lattosio. Consiste nell’osservare la reazione del nostro corpo a un liquido che contiene alti livelli di lattosio. Due ore dopo aver bevuto il liquido, verrà effettuato un esame del sangue per misurare la quantità di glucosio nel flusso sanguigno. Se il livello di glucosio non aumenta, significa che il nostro corpo non sta digerendo e assorbendo correttamente il lattosio contenuto nella bevanda.

Un altro esame utilizzato per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio e il test del respiro all’idrogeno. Anche questo test richiede di bere un liquido che contiene alti livelli di lattosio. Dopodiché il medico misurerà la quantità di idrogeno presente nel nostro respiro a intervalli regolari. Normalmente, infatti, i livelli di idrogeno sono molto bassi.  Quando invece il corpo non digerisce il lattosio, questo fermenterà nel colon, rilasciando idrogeno e altri gas, che vengono assorbiti dall’intestino e infine espirati.

Per la diagnosi di ipersensibilità al lattosio di bambini e neonati, viene invece comunemente utilizzato il test di acidità delle feci. La fermentazione del lattosio non digerito crea infatti acido lattico e altri acidi che possono essere rilevati in un campione di feci.

Intolleranza al Lattosio

Come viene trattata l’intolleranza al lattosio

Al momento non c’è modo di aumentare la produzione di lattasi da parte del nostro organismo quindi l’unica cura possibile dell’ipersensibilità al lattosio è rappresentata dall’eliminazione dalla dieta del latte e di tutti gli altri prodotti lattiero-caseari quali formaggi, burro, yogurt e panna. Anche il latte in polvere è da evitare in caso di intolleranza al lattosio e così tutti i cibi che contengono latte, panna e formaggi.

Nei casi di lieve intolleranza, può accadere che l’ingestione di alcuni latticini all’interno dei pasti principali non provochi alcun sintomo rilevante. In tal caso, non sarà necessario eliminare dalla dieta tutti i prodotti caseari ma solo quelli che producono i sintomi di intolleranza al lattosio. Inoltre i formaggi stagionati e i prodotti fermentati come il kefir possono essere più facili da tollerare anche per coloro che soffrono di intolleranza al lattosio, poiché contengono meno lattosio rispetto ad altri prodotti caseari.

Riducendo i latticini, ovviamente si dovrà fare grande attenzione ad introdurre nella nostra alimentazione sufficienti quantità di calcio. Oltre che nei latticini, il calcio si trova infatti in molti altri tipi di alimenti, quali ad esempio: broccoli, salmone, sostituti del latte vaccino come latte di soia e riso, arance, fagioli borlotti, spinaci.

In alternativa, è possibile anche sostituire il latte e i latticini tradizionali con prodotti caseari a ridotto contenuto di lattosio o senza lattosio. Puoi trovare questi prodotti nella maggior parte dei supermercati nella sezione relativa ai latticini.

Rimedi farmacologici

Alcuni studi hanno evidenziato come l’uso di probiotici possa essere utile nell’alleviare i sintomi dell’intolleranza al lattosio. I probiotici sono organismi viventi naturalmente presenti nell’intestino che aiutano a mantenere un sistema digestivo sano. Essendo oggi disponibili sia all’interno di alimenti (yogurt) che sotto forma di capsule, è possibile aggiungerli alla nostra dieta per fare fronte a problemi intestinali come la diarrea o la sindrome dell’intestino irritabile.

Oltre ai probiotici, un rimedio farmacologico all’ipersensibilità al lattosio è rappresentato dagli integratori enzimatici. Si tratta di compresse o gocce contenenti l’enzima lattasi che, una volta assunte, aiutano l’organismo a digerire il lattosio presene negli alimenti. Tuttavia, l’efficacia di questi prodotti varia da persona a persona.

Secondo alcuni medici infine è possibile ridurre i sintomi dell’intolleranza al lattosio con…il lattosio stesso!  Includendo infatti nella dieta piccole quantità di lattosio in modo regolare, è possibile che il nostro corpo pian piano torni ad abituarsi ad esso. L’efficacia di questa terapia però non è ancora del tutto provata.

Conclusioni

Come abbiamo visto, l’intolleranza al lattosio è una delle intolleranze alimentari più diffuse, responsabile di disturbi soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale.

Esistono diversi modi per ridurre l’ipersensibilità al lattosio, inclusi gli integratori di enzimi, anche se è molto difficile debellare del tutto il disturbo dal nostro organismo. Quindi, dato che la cura principale della ipersensibilità al lattosio consiste nell’eliminare latte e latticini dalla dieta, sarà necessario farsi consigliare dal medico o da un dietista circa quali sono gli alimenti buna fonte di calcio di tipo non caseario.

Chi ha, però, la fortuna di avere un’intolleranza al latte da moderata a lieve, non è detto che debba evitare completamente tutti i latticini. Molte persone intolleranti al lattosio possono infatti tollerarne piccole quantità.

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Domande frequenti sull’intolleranza al lattosio

 Cos’è il lattosio?

Il lattosio è un disaccaride, ovvero un carboidrato formato da due molecole semplici di zucchero, glucosio e galattosio. Per digerire il lattosio è necessario dividere le due molecole e questo è possibile grazie ad un enzima chiamato lattasi.

A cosa è dovuta l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio è causata da una diminuzione della produzione di lattasi. Senza sufficiente lattasi, il lattosio rimane nell’intestino senza essere assorbito dall’organismo provocando sintomi digestivi.

Quali sono i sintomi più comuni di intolleranza al lattosio?

I sintomi di intolleranza sono mal di stomaco e gonfiore, nausea, vomito e diarrea, costipazione, sintomi non digestivi quali mal di testa, affaticamento, ulcere nella bocca, eczema, dolori muscolari ed articolari, difficoltà ad urinare. Questi ultimi sintomi però non sono stati confermati.

In cosa consiste il test di tolleranza al lattosio?

Consiste nell’osservare la reazione del nostro corpo a un liquido che contiene alti livelli di lattosio. Due ore dopo aver bevuto il liquido, verrà effettuato un esame del sangue per misurare la quantità di glucosio nel flusso sanguigno. Se il livello di glucosio non aumenta, significa che il nostro corpo non sta digerendo e assorbendo correttamente il lattosio contenuto nella bevanda.

A cosa servono gli integratori enzimatici nel trattamento dell’ipersensibilità al lattosio?

Si tratta di compresse o gocce contenenti l’enzima lattasi che, una volta assunte, aiutano l’organismo a digerire il lattosio presene negli alimenti. Tuttavia, l’efficacia di questi prodotti varia da persona a persona.

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