Prostata ingrossata: sintomi e rimedi

Pubblicato: 27 Maggio, 2022 di Alessandro

La prostata ingrossata è una patologia che colpisce gli uomini, andando ad aggredire la ghiandola prostatica. Nota in campo medico come ipertrofia prostatica benigna, si sviluppa in seguito a un’infiammazione persistente, la cui origine può dipendere da diversi fattori.

L’apparato coinvolto è quello uro-genitale, in cui la ghiandola è situata. Dal momento che in condizioni normali questo apparato è deputato allo svolgimento di funzioni fisiologiche fondamentali, una situazione patologica rischia di renderle difficoltose e dolorose.

In questo articolo approfondiremo allora cos’è la prostata ingrossata, cosa può causare questa condizione e quali sono le modalità di intervento più diffuse per curarla. Analizzeremo poi le possibilità di prevenzione da introdurre nella vita di ogni giorno, così da abbassare notevolmente le probabilità di insorgenza del problema.

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Prostata ingrossata: cos’è e quando si manifesta

L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione che si manifesta in seguito al protrarsi di un’infiammazione e fa sì che la prostata aumenti di volume, in maniera non associata a formazioni tumorali maligne. Questo è importante perché significa che l’infiammazione rimane circoscritta alla prostata, la quale però può raddoppiare o addirittura triplicare le propri dimensioni.

La prostata, ricordiamolo, è una ghiandola presente nell’apparato uro-genitale maschile, situata sotto la vescica, davanti all’intestino retto. Di forma e dimensioni simili a quelli di una grossa castagna, le sue funzioni fisiologiche sono quella escretoria, quella eiaculatoria e quella urinaria.

L’origine della prostata ingrossata, come detto, può essere di varia natura. È possibile infatti che la patologia origini da un’infezione di tipo batterico o virale, oppure sia conseguenza di un’alterazione ormonale. Non è da sottovalutare poi l’influenza che possono avere una sindrome metabolica e l’obesità. In altri casi, ancora, ci troviamo davanti a una malattia di tipo autoimmune, mentre nelle situazioni più frequenti la prostata ingrossata è causata dal naturale invecchiamento dell’organismo.

Studi recenti hanno dimostrato la correlazione presente tra la persistenza di un’infiammazione cronica della prostata (la prostatite o, appunto, prostata infiammata) e lo svilupparsi dell’ipertrofia prostatica benigna. Il rapporto tra le due condizioni sarebbe talmente stretto che, curando adeguatamente la prima, si potrebbe evitare o ridurre drasticamente l’insorgenza della seconda.

A quale età è maggiore la possibilità di sviluppare una patologia da prostata ingrossata? Le statistiche mediche in nostro possesso vedono un’incidenza maggiore della malattia negli uomini al di sopra dei 50 anni, con una frequenza tale da posizionarla al secondo posto dopo l’ipertensione.

Prostata ingrossata: i sintomi

I campanelli d’allarme che potrebbero portarci a fissare un appuntamento con il medico specialista, l’urologo, sono rappresentati da sintomi piuttosto specifici e chiari. Nella maggior parte dei casi di ipertrofia prostatica benigna si è registrato un marcato aumento dello stimolo a urinare, soprattutto notturno (nicturia).

Questa urgenza però si manifesta anche nelle ore diurne, al punto da creare una condizione di profondo disagio nel paziente che ne soffre, per la necessità di avere sempre accesso a un bagno. Tale condizione in ambito medico è definita pollachiuria e si identifica quando la necessità media supera le 8 volte all’interno delle 24 ore.

I problemi si estendono poi alla sensazione di non aver svuotato completamente la vescica, al dolore durante l’atto e alle variazioni in colore e odore delle urine, che potrebbero contenere anche tracce di sangue.

Nelle situazioni più gravi si manifesta una ritenzione urinaria acuta. Il paziente prova un dolore molto intenso, associato all’impossibilità di urinare per un’ostruzione prostatica. In questi casi bisogna agire tempestivamente, arginando il problema con l’introduzione di un catetere.

La cosa interessante che è stata verificata dagli studi condotti attraverso gli anni è che intensità e gravità dei sintomi non vanno di pari passo con la gravità della patologia. A sintomi lievi può corrispondere in realtà una prostata molto ingrossata e viceversa, motivo per cui è consigliato non sottovalutarli sin dalla prima comparsa.

Inoltre, nel momento in cui dovesse cronicizzare, l’ipertrofia prostatica benigna può causare una variazione nella muscolatura della vescica, indebolendola a causa dei continui sforzi. Aumentano notevolmente anche le probabilità di sviluppare infezioni alle vie urinarie.

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Prostata ingrossata diagnosi e farmaci

Come fare per individuare la presenza di un’ipertrofia prostatica benigna? La diagnosi deriva da un iter piuttosto definito, composto da una visita urologica che comprende:

  • esame obiettivo;
  • anamnesi;
  • esplorazione rettale digitale della prostata.

A questa visita si aggiungono poi i test di laboratorio, condotti su prelievi del sangue e delle urine. L’obiettivo è quello di verificare la presenza di infezioni urinarie o di patologie peggiori, come nel caso del dosaggio del PSA per valutare l’insorgenza di tumori maligni.

Nei casi asintomatici, la visita urologica di routine permette di individuare l’eventuale presenza del problema. In questi casi si opta per un monitoraggio nel tempo, così da tenere sotto controllo l’evoluzione della patologia.

Ci sono diversi percorsi farmacologici per affrontare e debellare la patologia, e tutti prevedono l’uso di farmaci sintomatici. Le terapie principali sono due e prevedono l’uso di:

  • alfa-litici;
  • inibitori della 5-alfareduttasi.

Questi possono essere usati individualmente oppure abbinati, a seconda della prescrizione medica. I primi, conosciuti anche come alfa-antagonisti, vanno ad agire contro i sintomi. Servono a rilassare i muscoli presenti intorno alla prostata per allentarne la contrazione e facilitare il passaggio dell’urina attraverso l’uretra. I secondi, invece, colpiscono direttamente il processo di sintesi del testosterone, allo scopo di rallentare l’avanzamento della malattia.

Talvolta vengono prescritti anche degli anticolinergici, utili ad abbassare lo stimolo alla minzione, tenendolo sotto controllo. Molto utile è anche la desmopressina, che riduce la produzione di urina così da alleviare la nicturia e prolungare le ore di sonno del paziente.

Ipertrofia prostatica e intervento chirurgico

Nei casi più gravi, l’ipertrofia prostatica benigna richiede un intervento chirurgico per essere curata. Si tratta di quelle situazioni in cui i sintomi associati sono considerati rilevanti e che condizionano in modo pesante la qualità della vita della persona.

I progressi in campo medico hanno permesso di mettere a punto diverse tecniche di intervento, con gradi di invasività variabile. Vediamo alcune alternative:

  • TURP, consiste nell’asportazione di strati di ghiandola in eccesso, effettuata attraverso una sonda condotta sino alla prostata attraverso l’uretra;
  • TUIP, avviene in maniera simile alla precedente, però in questo caso non abbiamo una resezione della prostata bensì alcune incisioni sulla sua superficie;
  • TUMT, si avvale delle microonde per ridurre il volume della prostata ingrossata, attraverso uno specifico elettrodo transuretrale.

Nei casi più gravi si può optare per un’adenomectomia prostatica, con un’incisione dell’addome allo scopo di asportare la parte di ghiandola in eccesso. Si tratta dell’ultima spiaggia, vista l’elevata invasività dell’intervento.

Prostata ingrossata rimedi naturali

In tempi recenti è stata studiata l’efficacia di un estratto naturale derivato dalla Serenoa repens, una palma di origine sudamericana. Essendo la sua applicazione ancora sperimentale, gli studi sulle sue interazioni proseguono.

In alcune formulazioni e dosaggi diversi veniva usato in passato come integratore per regolare le disfunzioni urinarie in età giovanile. L’estratto in sé però è un vero e proprio farmaco, che necessita di prescrizione medica. Allo stato attuale i vantaggi superano gli effetti collaterali e, inoltre, sembra che la Serenoa repens possa essere assunta anche per un lungo periodo, contrariamente a quanto avviene per i farmaci antinfiammatori.

Prostata ingrossata: prevenzione e alimenti da evitare

In presenza di prostata ingrossata i medici tendono a consigliare l’adozione di uno stile di vita sano e di un regime alimentare che sia equilibrato. Non a caso, come abbiamo visto, l’obesità e il sovrappeso compaiono tra le cause di sviluppo della malattia.

I consigli quindi sono quelli di partire fin dalle età meno a rischio a tenere sotto controllo la propria alimentazione. Il che non vuol dire optare per forza per una dieta per dimagrire, salvo per i casi in cui vi sia la necessità di recuperare il peso forma, ma di non eccedere con i cibi potenzialmente nocivi per l’organismo (grassi saturi, carni rosse, alcool, bevande zuccherate, …).

Seconda cosa da evitare è la sedentarietà: praticare attività sportiva, anche moderata, è fondamentale. Potete valutare degli esercizi di ginnastica da fare a casa, attività di corsa, attività a basso o medio impatto, l’importante è mantenere un certo livello di attività.

Il fatto che a livello medico non esistano, attualmente, campagne di prevenzione considerate efficaci per la prostata ingrossata, presuppone che ognuno debba impegnarsi in maniera autonoma nel tenere quotidianamente dei comportamenti utili allo scopo. Per questo motivo seguire questi semplici consigli può cambiare notevolmente la prospettiva di sviluppare la patologia, a patto di seguirli con una certa costanza e già in età meno soggette.

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Conclusioni

La prostata ingrossata è una patologia purtroppo frequente, soprattutto negli uomini over 50. Visto l’apparato coinvolto, i suoi sintomi provocano una condizione spiacevole e sono fonte di estremo disagio per chi ne soffre. Fortunatamente esistono numerosi metodi di cura, dalle terapie farmacologiche agli interventi chirurgici che vengono adottati, però, solo per i casi più gravi.

Per questo motivo è fondamentale individuare il problema in maniera tempestiva, senza sottovalutare i sintomi fin dalla loro prima comparsa. Allo stesso modo risulta utile fare dei controlli urologici di routine, soprattutto al di sopra di una certa età, per diagnosticare eventuali forme asintomatiche.

Uno stile di vita sano, fatto di una dieta equilibrata e di un’attività fisica regolare permettono però di abbassare notevolmente le probabilità di sviluppare la patologia, con un percorso che deve iniziare già dalle età non a rischio. 

Inoltre, alcuni prodotti come Prostatricum Plus, grazie alla combinazione di ingredienti 100% naturali, possono essere un grosso aiuto nel mantenere la prostata in salute ed evitare infiammazioni o ingrossamenti.

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Domande frequenti su prostata ingrossata

Cos’è la prostata ingrossata?

Conosciuta anche come ipertrofia prostatica benigna, è una patologia che si sviluppa in seguito al protrarsi di un’infiammazione. La ghiandola prostatica aumenta notevolmente di volume, arrivando a raddoppiare o addirittura a triplicare le proprie dimensioni.

Quali sono i sintomi della prostata ingrossata?

Il quadro sintomatologico prevede lo stimolo continuo a urinare (pollachiuria), che si presenta in maniera frequente anche durante la notte (nicturia). Inoltre i pazienti hanno anche la sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica e possono avere difficoltà nell’atto della minzione, visto il restringimento dell’uretra.

Come si cura la prostata ingrossata?

Esistono sia terapie farmacologiche che chirurgiche. Le prime agiscono su sintomi e produzione ormonale dell’organismo, le seconde vengono adottate nei casi più gravi e comprendono operazioni con diversi gradi di invasività.

Come si può prevenire la prostata ingrossata?

Adottare uno stile di sano, evitando situazioni di obesità e sovrappeso, oltre che condizioni di sedentarietà. Una dieta equilibrata e un buon livello di attività fisica sono state rilevate come fondamentali nell’abbassare le probabilità di insorgenza della patologia.

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