Botulismo: Sintomi, cura e tipologie

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Il botulismo è una intossicazione causata dalla tossina botulinica, una neurotossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Si tratta di una malattia, per fortuna, non molto comune, ma considerata pericolosa in quanto può arrivare ad essere mortale.

Tale patologia può insorgere nel nostro organismo a causa dell’ingestione di alimenti mal conservati o contaminati da neurotossine. Anche se la maggior parte dei casi della malattia è dovuto al consumo di cibo “avvelenato” dalla tossina, il botulismo può essere causato dalla contaminazione di ferite aperte o come effetto collaterale dell’utilizzo della tossina nel trattamento di malattie neuromuscolari o in cosmetica.

Il botulismo, è bene ricordarlo, è dunque un’intossicazione, non una malattia infettiva: per questo non è trasmissibile da persona a persona.

Forme di botulismo

Sono tre le principali forme di botulismo a seconda dei sintomi, della persona affetta e dalla via del contagio:

  • Alimentare, dovuto alla presenza della tossina nei cibi
  • Pediatrico o infantile
  • Da ferita, dovuto all’infezione di ferite da parte del batterio.

La complicazione più frequente in tutti i tipi di botulismo è che la debolezza muscolare arrivi a danneggiare le vie respiratorie. In quel caso è necessario ricorrere alla respirazione artificiale.

Vediamo le tre forme di botulismo nel dettaglio.

Botulismo Alimentare

Il Clostridium botulinum, ossia il batterio responsabile dell’intossicazione è un microrganismo anaerobico, cioè in grado di svilupparsi e sopravvivere in un ambiente senza ossigeno.

Il botulismo trasmesso tramite gli alimenti si produce quando il batterio cresce e genera tossine. Ciò può succedere, generalmente, in prodotti alimentari carenti di ossigeno, conservati a temperature non adatte, lavorati in maniera errata oppure conservati a casa senza seguire procedure adeguate.

Botulismo Infantile

Il botulismo infantile si manifesta generalmente nei primi sei mesi di vita dei neonati. Si manifesta quando i neonati ingeriscono spore di Clostridium botulinum che crescono, si espandono nell’intestino e producono tossine.

Gli esperti concordano sul fatto che sarebbe più opportuno evitare di somministrare ai bambini inferiori ad un anno di età, il miele, in quanto tale alimento potrebbe essere contaminato da spore.

I sintomi si verificano con le stesse tempiste in cui si manifestano negli adulti e quelli più frequenti sono:

  • Costipazione;
  • Irritabilità;
  • Difficoltà a succhiare e respirare;
  • Palpebre cadenti;
  • Difficoltà a mantenere la testa dritta;
  • Pianto debole e difficoltà a muovere gli arti.

Miele

Il miele, come precedentemente accennato, può contenere spore di Clostridium Botulinum. Queste non risultano dannose per un individuo sano (ragazzi o adulti) con un livello elevato di acidità gastrica.

Nei neonati invece può dar vita al botulismo infantile in quanto questo batterio cresce e libera la tossina nel colon, la quale viene assorbita nel sangue e passa ai nervi periferici. Alcuni genitori, ad esempio, sono soliti addolcire il ciuccio con il miele.

Tutto ciò, però, aumenta il rischio di contrarre l’intossicazione in bambini di meno di un anno, in quanto proprio a questa età sviluppano la flora intestinale dell’adulto, capace di contrastare lo sviluppo delle spore di Clostridium Botulinum e la generazione di tossine.

Per questo è consigliabile lavare e cucinare adeguatamente le verdure che si intendono dare ai bambini e, naturalmente, evitare di somministrare il miele ai neonati.

Botulismo da ferita

Questo tipo di botulismo non è molto frequente; avviene quando le spore entrano a contatto con la ferita e possono riprodursi. I sintomi sono molto simili a quelli del botulismo da alimenti e possono comparire anche dopo due settimane.

Questa patologia è correlata all’abuso di sostanze, e in particolar modo all’iniezione di un particolare tipo di eroina, infatti la maggior parte delle persone colpite da questo tipo di botulismo sono tossicodipendenti con ferite croniche. Le ferite in questione non necessariamente tendono ad essere infiammate.

Tra i sintomi del botulismo da ferita vi sono:

  • Difficoltà a deglutire o parlare;
  • Visione offuscata;
  • Palpebre cadenti;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Paralisi.

Botulismo: Altri tipi di intossicazione

Il batterio Clostridium botulinum è lo stesso che si utilizza nella produzione del botox, ossia del prodotto farmaceutico che si utilizza nella medicina estetica. Il trattamento solitamente è tollerato anche se in alcuni casi possono presentarsi effetti collaterali.

Sintomi del botulismo

I sintomi iniziali del botulismo includono fatica intensa, debolezza, vertigini, visione offuscata, secchezza della bocca, difficoltà a deglutire e a respirare. Possono, inoltre, comparire vomito, diarrea, infiammazione addominale, debolezza nel collo, nelle braccia. Non si riscontrano, invece, né febbre né perdita di coscienza.

I sintomi possono presentarsi tra le dodici e le trentasei ore dall’avvenuta intossicazione (si va da un minimo quattro ore ad un massimo di otto giorni). In linea di massima il tasso di diffusione del botulismo è basso ma quello di mortalità è superiore, se non viene fatta una diagnosi precoce e se non le cure non sono tempestive.  

Sintomi Botulismo

Diagnosi del botulismo

Generalmente, la diagnosi si basa sull’anamnesi e sugli esami clinici necessari per confermare la presenza di batteri o tossine. Non sono necessari test complessi, ma solo il parere clinico del medico. Dunque una visita del medico ed esami da lui prescritti sono essenziali per una diagnosi precoce e, di conseguenza, per delle cure più efficaci.

La tossina botulinica può essere rilevata nel sangue o nelle feci del paziente. Può essere analizzato anche l’alimento contaminato per scoprire la tossina o il batterio che la produce. Rilevante quando si sospetta la presenza di botulismo è l’aver consumato cibo conservato in maniera non propriamente sicura.

Bisogna tenere presente, però, che il cibo “tossico” non ha, generalmente, un aspetto o un odore sgradevole, quindi a volte è difficile identificarla.

Cura del botulismo

Una diagnosi tempestiva e l’inizio immediato delle cure è necessaria in quanto aumenta la probabilità di superare la malattia. Per trattare questo tipo di malattia solitamente si agisce in cinque possibili modalità:

  • Prevenendo l’assorbimento delle tossine: può capitare, anche se raro, che si capisca subito che una persona abbia assunto cibo contaminato in quanto casi simili sono avvenuti nello stesso nucleo familiare o ad un gruppo di persone e il cibo è stato identificato immediatamente. Quando si verifica questo indurre il vomito potrebbe aiutare ad evitare di assorbire la tossina.

  • Neutralizzando la tossina: la tossina che è già nel sangue deve “indebolirsi” attraverso l’iniezione di immunoglobulina antitossina, ossia anticorpi che si legano alla tossina e la neutralizzano riducendo così il  rischio di mortalità. Si tratta dell’unico trattamento specifico per il botulismo.  

  • Tenendo sotto controllo i sintomi: per evitare la debolezza muscolare si possono assumere farmaci che facilitino l’azione dell’acetilcolina. Altri sintomi, come la secchezza delle fauci o degli occhi, vomito o dolore addominale possono essere trattati in modo sintomatico con idratazione, antiemetici e analgesici.

  • Terapia intensiva (nei casi gravi), in quanto è possibile che la debolezza si estenda alle vie respiratorie e si verifichi un arresto cardiorespiratorio. Ecco perché, ove necessario, è importante un controllo del paziente in terapia intensiva affinché i medici possano agire in pochissimo tempo.

  • Riabilitazione: una volta che la malattia è stata debellata è normale, comunque, che la debolezza muscolare persista per un po’. Per tornare alla forma fisica precedente la patologia è una buona prassi quella di eseguire un piano di riabilitazione che includa esercizi muscolari.

Esistono, inoltre, casi di botulismo in cui sono necessari trattamenti di supporto, ad esempio la ventilazione meccanica che può essere necessaria per settimane o mesi. Gli antibiotici non sono obbligatori tranne nel caso di botulismo da ferita.

Botulismo: Alimenti a rischio

Quasi tutti gli alimenti che non sono molto acidi possono essere terreno fertile per la produzione di tossina C. botulinum.  È dimostrato che la tossina botulinica può essere presente in molti tipi di alimenti, come quelli mal conservati, sottovuoto, in vasetti o contenitori in latta come: mais, fagiolini, asparagi, funghi, olive, spinaci, tonno, pollo, fegato di pollo o paté di fegato, salumi, prosciutto, melanzane ripiene, pesce affumicato o sotto sale.

Molti casi di botulismo sono avvenuti in seguito all’aver mangiato conserve fatte in casa o alimenti conservati o fermentati, contaminati dalla tossina. Gli alimenti di questo tipo sono stati contaminati perché non conservati seguendo le corrette norme.

Come conservare gli alimenti a casa

Si devono, infatti, mettere in atto determinate misure per proteggersi da rischi di questo tipo. Se intendete fare conserve a casa vi consigliamo di seguiri questi consigli:

1. Usare tecniche adeguate al tipo di conserva.

2. Utilizzare utensili adeguati al tipo di alimento che si sta conservando. Le conserve nei vasetti o sottovuoto rappresentano l’unico modo raccomandato per conservare gli alimenti a bassa acidità. Questo tipo di alimenti, infatti, è la fonte più comune di casi di botulismo legati alle conserve fatte in casa ed includono quasi tutte le verdure, alcuni frutti, le carni, pesce e alcuni frutti di mare. L’ebollizione di tali cibi non è sicura al 100% per questo tipo di alimenti a bassa acidità.

3. Se un alimento non ti convince, buttalo. Se hai dubbi sul fatto di aver seguito tutti i passaggi per una conservazione corretta degli alimenti, non consumarli. Tali prodotti, fatti in casa o comprati, potrebbero essere contaminati da tossina o da microbi dannosi se:

  • Il recipiente perde o si è gonfiato.
  • Il vasetto sembra danneggiato, rotto.
  • Compare una schiuma quando lo si apre.
  • Il cibo ha un colore strano, è ammuffito o ha un cattivo odore.

Se quindi si presenta qualcuno di questi elementi, evita di provare il cibo per verificarne lo stato.  

Per quanto riguarda, invece, le precauzioni che si devono assumere a livello industriale per evitare l’intossicazione attraverso gli alimenti, buone pratiche di processazione, in particolare sulla conservazione e l’igiene, sono fondamentali. La tossina contaminante può essere prevenuta “disabilitando” le spore batteriche nei prodotti termo-sterilizzati (ad esempio, utilizzando dei forni di sterilizzazione), in quanto la pastorizzazione (prodotti pastorizzati e conservati sottovuoto, affumicati a caldo) non è sempre sufficiente ad evitare la crescita e la produzione di tossine.

Conclusioni

Ricordiamoci, dunque, di stare sempre attenti a ciò che mangiamo, non solo all’interno delle mura domestiche, ma soprattutto quando si acquistano prodotti o si mangia fuori. Particolare riguardo deve essere dato, inoltre, all’alimentazione dei neonati, più a rischio durante il primo anno di vita.

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La bollitura di una conserva ci mette al sicuro dai rischi?

La bollitura come misura di sicurezza non è in grado di distruggere le spore e, dunque, impedire che le stesse possano moltiplicarsi e produrre tossina.

Dove è possibile riscontrare la presenza di botulino?

Il botulino è un microrganismo che si sviluppa in assenza di aria, per questo lo si può trovare nel suolo, nella polvere, sotto forma di spora la quale entrando a contatto con gli alimenti può trasformarsi consentendone lo sviluppo.

Il botulismo si può prevenire?

Certo, può essere evitato, ad esempio, adottando misure corrette nella conservazione degli alimenti e soprattutto nelle conserve fatte a casa di alimenti poco acidi come fagiolini, barbabietole, mais e asparagi.

Il botulino usato in medicina estetica è lo stesso della tossina botulinica?

Sì, è lo stesso, ma per i trattamenti di medicina estetica la tossina viene isolata e purificata e quindi successivamente può essere somministrata in alcuni trattamenti estetici.

Ci sono persone più esposte alla contrazione del botulismo?

Solitamente siamo tutti potenzialmente “a rischio” ma, sicuramente, anziani, neonati, tossicodipendenti, persone con un sistema immunitario debole e donne in gravidanza sono più predisposti a sviluppare questo tipo di intossicazione.

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