Diete dimagranti efficaci: Ecco le migliori

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Perdere peso non è mai stato così facile. Sono, infatti, tantissime le diete dimagranti efficaci che è possibile seguire. L’unico problema, quindi, è quello di scegliere la dieta giusta per noi in base all’obiettivo di perdita di peso che intendiamo raggiungere.

Vediamo quindi insieme quali sono le diete per dimagrire più efficaci e per chi sono indicate.

Diete dimagranti veloci e semplici

Se il nostro obiettivo fosse quello di ottenere un dimagrimento di pochi chili in poco tempo, potremmo optare per una dieta detox, un particolare tipo di regime alimentare che mira non solo alla perdita di peso, ma soprattutto ad eliminare tossine dannose per il nostro corpo.

Le diete disintossicanti si basano di solito su un periodo di digiuno assoluto, seguito da una dieta rigorosa a base di frutta, verdura, succhi di frutta e acqua. A volte possono includere anche erbe, tisane, integratori e purganti per pulire l’organismo.

La durata di queste diete è variabile, ma di solito va da 1 a 4 settimane. Sono indicate, quindi, per esigenze di dimagrimento che riguardano soli pochi chili. 

Ecco alcuni esempi.

Dieta disintossicante al succo di limone

La dieta disintossicante al succo limone prevede la sostituzione ad ogni pasto dei cibi solidi con una miscela a base di:

  • 2 cucchiai di succo di limone;
  • 2 cucchiai di sciroppo d’acero;
  • Peperoncino di Cayenna;
  • Acqua naturale.

Alcune persone introducono anche lassativi a base di erbe. È possibile seguire questa dieta per 1 o 2 settimane. Se protratta per un periodo più lungo può però comportare problemi gastrointestinali, stanchezza, fatica, mal di testa, malnutrizione e riduzione della massa corporea.

Dieta disintossicante all’aceto di mele

Questa dieta si basa su un condimento, l’aceto di mele, che è ritenuto anche un cibo brucia grassi. Consiste nella sostituzione per alcuni giorni dei pasti normali con una bevanda costituita da:

  • 1 o 2 cucchiai di aceto di mele crudo non filtrato;
  • 230 millilitri di acqua purificata o distillata;
  • 1 o 2 cucchiai di dolcificante come miele biologico, sciroppo d’acero o 4 gocce di stevia.
  • Alcuni includono anche l’aggiunta di succo di limone e/o un pizzico di pepe di Cayenna.

L’uso di aceto di mele per la disintossicazione, la dieta o altri benefici risale a migliaia di anni fa. Alcuni sostengono addirittura che il padre della medicina, Ippocrate, ne facesse uso per i suoi pazienti già nel 400 A.C. Tuttavia, si tratta di prove in gran parte solo aneddotiche che non poggiano su solide basi scientifiche.

Digiuno intermittente

Il digiuno intermittente è un tipo particolare di dieta detossinante che prevede non di limitare l’assunzione di cibo, ma di osservare dei veri e propri periodi di astensione dal cibo.

I modi più popolari per fare il digiuno intermittente sono:

  • 16/8: comporta il salto della colazione e la limitazione del periodo di consumo giornaliero di cibo a otto ore, quindi il digiuno per le restanti 16 ore della giornata;
  • H24: comprende digiuni prolungati di 24 ore una o due volte alla settimana in giorni non consecutivi;
  • 5:2: questa modalità prevede, in due giorni non consecutivi della settimana, di limitare l’assunzione di cibo a 500–600 calorie massimo. Segue un periodo di assunzione di cibo non illimitata nei cinque giorni rimanenti;
  • Dieta del guerriero: consiste nel mangiare solo piccole quantità di frutta e verdura crude durante il giorno facendo poi un pasto abbondante solo la sera.

Come si può intuire, il digiuno intermittente può essere efficace solo se attuato in modo occasionale, altrimenti può portare a carenze nutrizionali e scompensi nocivi per la salute.

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Diete dimagranti efficaci menù

Qualunque tipo di dieta presuppone un tipo particolare di menù suddiviso durante tutto l’arco della giornata. In particolare, la maggior parte delle diete dimagranti prevede almeno 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (metà mattina e metà pomeriggio).

Per quanto riguarda la suddivisione calorica complessiva nei diversi pasti della giornata, lo schema più accreditato prevede la seguente ripartizione:

  • 15/ 20% a colazione;
  • 5/ 10% nello spuntino di metà mattina;
  • 35/ 40% a pranzo;
  • 5/ 10% nello spuntino di metà pomeriggio;
  • 30/ 40% a cena.

Vediamo quindi di seguito alcuni esempi di menù per la colazione, il pranzo, la cena e i 2 spuntini che possono essere utili per impostare una dieta dimagrante ben bilanciata anche dal punto di vista della suddivisione delle calorie.

Menù per la colazione

  • 1 uovo strapazzato, 1 fetta di pancetta, 1 fetta di pane tostato integrale, il succo di 1 pompelmo;
  • 1 tazza di fiocchi di cereali integrali, 1 cucchiaio di noci pecan, 2 cucchiai di mirtilli rossi, 1 tazza di latte senza grassi (o latte di soia);
  • 1 tazza di yogurt magro, 2 cucchiai di lamponi, 2 cucchiai di muesli a basso contenuto di grassi, 2 cucchiai di noci tritate;
  • Frullato preparato con mezza tazza di yogurt greco senza grassi, mezza tazza di succo d’arancia, 1 banana media, 1 tazza di pezzi di ananas freschi e mezza tazza di ghiaccio tritato.

Menù per il pranzo

  • 60 g di spaghetti o pasta corta integrale condita con sugo di carne di tacchino (soffriggere il petto di tacchino macinato in un 1 cucchiaino di olio d’oliva e mezzo spicchio d’aglio; aggiungere 1 tazza di salsa di pomodoro e un pizzico di sale);
  • 240 g di filetto di salmone cotto alla griglia e condito con 1 cucchiaio di senape e 1 cucchiaino di olio d’oliva, mezza tazza di couscous di grano integrale, 1 cucchiaio di pinoli;
  • 200 g di filetto di maiale saltato in 1 cucchiaino di olio d’oliva insieme ad 1 gambo di sedano e 1 pera a dadini, 1 patata al forno media, 2 cucchiai di yogurt greco senza grassi;
  • 200 gr di bistecca di manzo cotta alla griglia, 2 tazze di spinaci saltati in 1 cucchiaino di olio d’oliva con 1 spicchio d’aglio tritato e mezza tazza di fagioli cannellini, 2/3 noci sgusciate.

Menù per la cena

  • 200 g di petto di pollo, 3 fette di pomodoro e 1 fetta di mozzarella a ridotto contenuto di grassi da disporre sopra la carne, 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva, 1 fetta di pane integrale, mezza pera;
  • 1 scatola piccola di tonno al naturale, foglie di lattuga, 2 cucchiai di sedano a dadini, 1 cucchiaino di olio d’oliva, mezzo panino, 1 mela media;
  • Una tazza di quinoa già cotta, mezza tazza di cetriolo tritato, mezza tazza di pomodoro a dadini, mezza tazza di fagioli cannellini in scatola senza sale, 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaio di olio d’oliva, 2 cucchiai di prezzemolo fresco, 2 fette di ananas;
  • 200 g di hamburger di tacchino, 2 cucchiaini di maionese all’olio d’oliva sbattuta con un pizzico di salsa piccante, 2 fette di pomodoro, mezza tazza di spinaci e un panino piccolo integrale, 1 mela.

Menù per gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio

  • Mezza tazza di ricotta senza grassi con 1 cucchiaio di erbe fresche tritate spalmata su 2 piccoli cracker integrali;
  • Frutto medio (mela, pera, arancia);
  • Cioccolata fondente (1 quadratino);
  • 1 vasetto di yogurt magro al naturale e 2 cucchiaini di miele.

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Diete dimagranti vegetariane

Se per motivi etici abbiamo scelto di non assumere alimenti derivati dagli animali, oppure per motivi di salute dobbiamo comunque limitarne l’assunzione, può essere utile valutare di effettuare una delle tante diete dimagranti efficaci vegetariane.

Questo tipo di alimentazione, infatti, si rivela infatti efficace anche per perdere peso a causa del bassissimo contenuto di grassi e dell’alto contenuto di fibre che può farci sentire più pieni, più a lungo.

Una cosa che è bene sapere, però, è che si distinguono vari tipi di diete vegetariane.

Dieta Lacto-Ovo vegetariana

La dieta Lacto-Ovo vegetariana esclude totalmente carne, pesce e pollame, nonché qualsiasi alimento che contenga uno dei suddetti ingredienti. Tuttavia, consente il consumo di latticini e uova.

Dieta Lacto-Vegetariana

La dieta Lacto-Vegetariana esclude carne, pesce, pollame e uova, nonché qualsiasi alimento che li contenga. Tuttavia, consente il consumo di prodotti lattiero-caseari come latte, formaggio, ricotta, yogurt e burro.

Dieta Ovo-Vegetariana

La dieta Ovo-Vegetariana è, in sostanza, l’opposto di una dieta Lacto-Vegetariana. Consente il consumo di uova, ma esclude i latticini e la carne di qualsiasi tipo.

Dieta vegana

La dieta vegana non è altro che una dieta vegetariana totale. Mentre la dieta vegetariana ammette, infatti, alcuni cibi come latte, uova, formaggi, nella dieta vegana questi alimenti non sono ammessi. Per questo motivo, i vegani evitano di mangiare tutti i cibi di origine animale, come:

  • Carne;
  • Pesce;
  • Latte e derivati;
  • Uova.

I cibi consentiti sono invece quelli di derivazione vegetale come ad esempio:

  • Cereali;
  • Frutta, compresa la frutta secca;
  • Verdura;
  • Legumi;
  • Grassi e oli di derivazione vegetale.

Le diete vegane offrono numerosi benefici per la salute legati principalmente al fatto che gli alimenti di origine vegetale sono in genere più ricchi di fibre, antiossidanti e composti vegetali benefici per il nostro cuore e le nostre arterie. Sono inoltre ottime fonti di potassio, magnesio, acido folico e vitamine A, C ed E.

Dato che infine la dieta veg implica una riduzione del consumo calorico, essa rappresenta sicuramente una delle migliori scelte alimentari finalizzate al dimagrimento. L’importante è puntare sempre su cibi sani e ipocalorici, che diano senso di sazietà, migliorino il processo digestivo e favoriscano i processi di dimagrimento pur fornendo tutti in nutrienti necessari.

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Diete dimagranti efficaci e valide

Se il nostro obiettivo fosse quello di ottenere una riduzione del peso di diversi chili, chiaramente, per raggiungere questo risultato non sarà sufficiente seguire una dieta di poche settimane, ma occorrerà impostare un regime alimentare dietetico di svariati mesi. Ecco anche in questo caso quali sono le diete dimagranti più valide.

Dieta mediterranea

La dieta mediterranea è un regime alimentare che si basa sui cibi tradizionali che la gente mangiava in alcuni paesi del bacino del Mediterraneo come l’Italia e la Grecia nel 1960. I ricercatori avevano, infatti, notato che fra queste popolazioni il tasso di mortalità per alcune patologie era molto più basso. La causa di questa minore incidenza fu attribuita proprio all’alimentazione

La dieta mediterranea è quindi una dieta che include prima di tutto alimenti che sono comunemente consumati nei paesi dell’area mediterranea. Fra questi vi sono molte verdure, frutta, pesce, pollame, cereali integrali, legumi, latticini e olio extra vergine di oliva.

In particolare, la dieta mediterranea prevede di mangiare:

  • Verdure, frutta, noci, semi, legumi, patate, cereali integrali, pane, erbe, spezie, pesce, frutti di mare e olio extra vergine di oliva in abbondanza;
  • Pollame, pesce, uova, formaggio e yogurt in modo limitato (una volta al giorno, in modo alternato);
  • Carne rossa raramente (massimo una volta a settimana);

Dovresti inoltre evitare questi cibi e ingredienti non sani:

  • Bevande zuccherate e zuccheri aggiunti;
  • Carne lavorata come insaccati e salumi;
  • Cereali raffinati come pane bianco e pasta fatta con grano raffinato;
  • Grassi non sani come i grassi saturi, i grassi idrogenati e quelli trans;
  • Alimenti industriali altamente trasformati.

Anche se la dieta mediterranea di solito non è prescritta come dieta dimagrante, ma come una dieta sana che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, ci sono molti studi che confermano che può essere efficace anche per perdere peso.

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Dieta a zona

La dieta a zona è stata sviluppata più di 30 anni fa dal Dr. Barry Sears, un biochimico americano spinto dall’intento di trovare il motivo della morte precoce dei suoi familiari per infarto. Secondo questo regime dietetico, ad ogni pasto bisogna consumare:

  • 1/3 di proteine magre;
  • 2/3 fra verdura, frutta e cereali con un basso indice glicemico (IG);
  • 1/3 di grassi scegliendo soprattutto olio monoinsaturo, come olio d’oliva e olio di avocado.

Per regolarsi con le quantità, esistono due modi: il metodo mano-occhio o quello dei blocchi alimentari. Il primo consiste nell’usare solo la vista e la mano per determinare le dimensioni delle porzioni, mentre le 5 dita ci ricordano di mangiare almeno 5 volte al giorno e di non rimandare mai l’assunzione di cibo oltre le 5 ore. Il secondo, invece, è molto più complesso ma ci consente di personalizzare la dieta a zona a seconda delle nostre caratteristiche fisiche.

Ogni blocco, a sua volta, è costituito da un blocco proteico, un blocco grasso e un blocco carboidrati o zuccheri. Ogni blocco proteico è formato da 7 g di proteine, quello grasso da 1,5 g di grassi mentre il blocco carboidrati da 9 g di carboidrati.

Infine, ogni pasto principale come colazione, pranzo o cena contiene da 3 a 5 blocchi di zona, mentre uno spuntino ne contiene sempre uno solo.

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Dieta dissociata

La dieta dissociata, chiamata anche dieta Hay dal nome del suo fondatore, fu sviluppata per la prima volta nel 1911 dal medico americano William Howard Hay.

Si tratta di un particolare regime dietetico che si basa sullo scegliere ad ogni pasto un solo tipo di nutriente fra proteine, grassi e carboidrati. Il pasto (oppure il giorno successivo) si dovrà poi passare ad un altro nutriente e così via, fino a completare il ciclo.

Mangiare con il metodo dissociato non è solo seguire una dieta, ma è piuttosto un modo per costruire i nostri pasti. Il concetto si basa sul presupposto che non sono i cibi che mangiamo ad aumentare il nostro peso, ma piuttosto la combinazione fra essi.

Secondo i sostenitori di questo regime alimentare, la combinazione di alimenti di categorie diverse in un singolo pasto porta alla conversione in grasso dei carboidrati perché il sistema digestivo non sarà in grado di assimilare i diversi gruppi di alimenti.

Da notare che la frutta appartiene ad un gruppo a sé stante, quindi deve essere consumata separatamente, mai a fine pasto. Le verdure infine possono essere consumate con i legumi, le proteine e i carboidrati, mentre i legumi non vanno bene né con le proteine né coi carboidrati.

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Dieta alcalina

L’inventore o padre della dieta alcalina è considerato il biologo francese Claude Bernard il quale, nel corso di alcuni studi sulla dieta dei conigli condotti nel 1850, osservò che sostituendo gli alimenti vegetali con quelli animali nella dieta di questi ultimi il pH della loro urina diveniva sempre più acido.

Una versione più recente ed aggiornata di questa dieta è stata promossa all’inizio degli anni 2000 dal medico naturopatico Robert O. Young nel suo libro “The pH Miracle”.

I sostenitori della dieta alcalina paragonano il nostro metabolismo al fuoco che brucia. Ogni volta che una cosa viene “bruciata” rimane un residuo di cenere. Allo stesso modo, gli alimenti che mangiamo lasciano un residuo di “cenere” noto come rifiuto metabolico. Questo rifiuto metabolico può essere alcalino, neutro o acido.

A loro volta, i rifiuti metabolici influenzano l’acidità del corpo. In altre parole, se mangiamo in prevalenza cibi che lasciano cenere acida, il nostro sangue sarà più acido. Mangiando invece cibi che lasciano cenere alcalina, il nostro sangue sarà più alcalino.

I componenti alimentari che lasciano una cenere acida sono carne, pollame, pesce, latticini, uova e cereali, mentre i componenti alcalini includono frutta, legumi e verdure. Grassi, amidi e zuccheri sono invece considerati neutri.

Ora, sempre secondo coloro che sostengono questo regime dietetico, la cenere acida ci rende più vulnerabili ad alcuni tipi di malattie, mentre la cenere alcalina è considerata protettiva. Scegliendo quindi alimenti alcalini, dovremmo essere in grado di “alcalinizzare” il nostro corpo migliorando anche la nostra salute complessiva.

Inoltre, privilegiando alimenti ipocalorici e sani come la frutta, la verdura e gli ortaggi la dieta alcalina è una delle principali diete dimagranti che favoriscono la perdita di peso.

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Conclusioni

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Domande frequenti sulle diete dimagranti efficaci

Quali sono le diete più adatte a chi desidera perdere peso in modo semplice e veloce?

Le diete più adatte per chi desidera perdere peso in modo semplice e veloce sono le diete disintossicanti che si basano, di solito, su un periodo di digiuno assoluto, seguito da una dieta rigorosa a base di frutta, verdura, succhi di frutta e acqua. A volte possono includere anche erbe, tisane, integratori e purganti per pulire l’organismo. La durata di queste diete è variabile, ma di solito va da 1 a 4 settimane.

In cosa consiste il digiuno intermittente?

Il digiuno intermittente è un tipo particolare di dieta detossinante che prevede non di limitare l’assunzione di cibo, ma di osservare dei veri e propri periodi di astensione dal cibo.

Quanti pasti sono previsti di solito in una dieta dimagrante?

La maggior parte delle diete dimagranti prevede almeno 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (metà mattina e metà pomeriggio).

Quanti e quali tipi di dieta vegetariana esistono?

Esistono almeno 4 tipi di dieta vegetariana vale a dire: la dieta Lacto-Ovo vegetariana, che esclude totalmente carne, pesce e pollame ma consente il consumo di latticini e uova, quella Lacto-Vegetariana, che invece esclude carne, pesce, pollame e uova ma consente il consumo di prodotti lattiero-caseari come latte, formaggio, ricotta, yogurt e burro, quella Ovo-Vegetariana, che è, in sostanza, l’opposto di una dieta Lacto-Vegetariana quindi consente il consumo di uova, ma esclude i latticini e la carne di qualsiasi tipo, infine la dieta vegana che esclude del tutto i cibi di provenienza animale.

Quali sono le diete più efficaci per dimagrire?

Alcune delle diete più efficaci per dimagrire sono la dieta mediterranea, la dieta a zona, la dieta dissociata e la dieta alcalina.

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