Intolleranza alle arachidi: cause, sintomi, diagnosi e trattamento

Più di 3 milioni di persone negli Stati Uniti soffrono di allergia o intolleranza alle arachidi. Fra questi, una buona parte sono bambini. In Italia questa allergia alimentare è decisamente meno diffusa, anche perché la dieta mediterranea non prevede molto questo alimento, ma comunque in crescita. Questo anche perché le arachidi sono sempre più spesso utilizzate per la preparazione di altri alimenti, ad esempio le merendine confezionate.

Coloro che abbiano manifestato almeno una volta sintomi di intolleranza alle arachidi o i genitori di bambini che hanno avuto una reazione allergica a questo alimento devono stare molto attenti in questo si tratta di un’ipersensibilità alimentare che può causare attacchi potenzialmente letali anche ingerendo piccolissime quantità.

Cosa sono le arachidi?

Le arachidi sono dei legumi originari del Sud America che crescono sottoterra. Possono essere consumate crude oppure tostate o come ingrediente di altri alimenti come burro e olio di arachidi o farina.

Dal punto di vista nutrizionale si tratta di un alimento molto ricco di proteine, grassi e vari nutrienti utili al nostro organismo. Alcuni studi dimostrano, ad esempio, che le arachidi possono essere utili per la perdita di peso e la riduzione del rischio di malattie cardiache.

Chi ha un’intolleranza alle arachidi, subito dopo aver assunto questo alimento, manifesterà una risposta allergica da parte del sistema immunitario ad una o più proteine presenti all’interno del legume.

Sintomi dell’intolleranza alle arachidi

Una risposta allergica alle arachidi di solito si verifica entro pochi minuti dall’esposizione. I sintomi più comuni sia nei bambini che negli adulti sono:

  • Dolore e gonfiore addominale;
  • Nausea, vomito o diarrea;
  • Naso che cola e problemi respiratori;
  • Reazioni cutanee, come orticaria, arrossamento o gonfiore;
  • Prurito o formicolio dentro o intorno alla bocca e alla gola;
  • Mancanza di respiro o respiro sibilante;
  • Shock anafilattico.

L’allergia alle arachidi è la causa più comune di shock anafilattico indotto dal cibo. Segni e sintomi di shock anafilattico in atto possono includere:

  • Costrizione delle vie respiratorie;
  • Gonfiore della gola che rende difficile respirare;
  • Forte calo della pressione sanguigna;
  • Polso accelerato;
  • Capogiri, vertigini o perdita di coscienza.

Qualora dopo aver ingerito arachidi dovessero presentarsi uno o più di questi sintomi, è bene recarsi subito al pronto soccorso oppure chiamare un’ambulanza. Qualora ne fossimo in possesso, sarebbe utile utilizzare subito un iniettore di epinefrina o epiPen.

Allergia Arachidi

Quali sono le cause di allergia alle arachidi

L’allergia o intolleranza alle arachidi si verifica quando il sistema immunitario identifica erroneamente le proteine ​​dell’arachide come qualcosa di dannoso. Il contatto con le arachidi induce il sistema immunitario a rilasciare sostanze chimiche che causano i sintomi nel flusso sanguigno.

L’esposizione alle arachidi può avvenire sia per contatto diretto che indiretto. Il contatto diretto è la causa più comune di allergia alle arachidi e consiste sia nell’assumere l’alimento per via orale sa nel venirne semplicemente a contatto tramite la pelle.  Il contatto indiretto invece può avvenire sia attraverso l’esposizione involontaria ad un altro cibo contenente arachidi oppure per inalazione di polveri (farina) contenenti questo allergene.

Fattori di rischio di intolleranza alle arachidi

Non è chiaro il motivo per cui alcune persone sviluppano questa allergia mentre altre no. Tuttavia, persone con determinati fattori di rischio hanno maggiori probabilità di sviluppare allergie alle arachidi.

I fattori di rischio più comuni di allergia alle arachidi sono:

  • Età: l’ipersensibilità alimentare alle arachidi è più comune nei neonati e nei bambini; crescendo il nostro sistema digestivo matura e il nostro corpo ha così meno probabilità di reagire al cibo che provoca allergie;
  • Altre allergie: chi è allergico ad altri alimenti come la soia oppure le noci, è più probabile che possa manifestare anche i sintomi di allergia alle arachidi;
  • Altri membri della famiglia con ipersensibilità alle arachidi: se ci sono in famiglia altre persone che soffrono di allergia alle arachidi è più probabile sviluppare questo tipo di intolleranza.

Come avviene la diagnosi di intolleranza alle arachidi

Quando un soggetto manifesta i sintomi di intolleranza alle arachidi, il medico come prima cosa potrebbe chiedere al suo paziente di tenere un diario alimentare in cui annotare ogni possibile segno o reazione e, contemporaneamente, di adottare una dieta di eliminazione.

Una dieta di eliminazione consiste in questo caso nell’eliminare le arachidi ed eventuali alimenti che le contengono dalla tua alimentazione quotidiana per alcune settimane. Successivamente, si procederà ad una graduale reintroduzione dell’alimento per osservare tutti i sintomi collegati. Chiaramente, in caso di allergia conclamata, tale procedura dovrà avvenire sotto stretto controllo medico per garantire il pronto intervento in caso di grave reazione allergica o shock anafilattico.

Fra i test specifici che si possono usare per confermare l’intolleranza alle arachidi ci sono il prick test cutaneo che consiste nel posizionare una piccola quantità di cibo sulla pelle, che viene quindi pizzicata con un ago. In caso di allergia, questo produce prurito o rossore locale solo nella zona trattata.

In alternativa, può anche essere effettuato un esame del sangue per misurare la quantità di anticorpi di tipo allergico nel flusso sanguigno, noti come anticorpi immunoglobulina E (IgE).

Come viene trattata un’ipersensibilità alimentare alle arachidi

Non esiste un trattamento definitivo per l’allergia alle arachidi, anche se sono stati fatti e sono tuttora in corso molti studi in proposito. L’unico trattamento possibile consiste quindi nell’eliminare questo alimento dalla propria dieta per tutta la vita o per lo meno fino a che si manifestano i sintomi di allergia.

A tal proposito, non bisogna mai dare per scontato che un alimento non contenga arachidi. Le arachidi sono infatti presenti in moltissimi altri alimenti come ingrediente secondario, per questo è sempre opportuno leggere bene le etichette.

Ecco di seguito un elenco parziale di cibi di provenienza industriale che spesso contengono arachidi:

  • Prodotti da forno come biscotti, croissant e pasticcini
  • Gelati e dessert surgelati;
  • Barrette energetiche;
  • Cereali e muesli;
  • Pane in cassetta;
  • Torrone;
  • Alcuni condimenti per insalate;
  • Alimenti etnici tra cui piatti africani, cinesi, indonesiani, messicani, tailandesi e vietnamiti;
  • Cibo per animali.

Trattamenti sperimentali

Fra le terapie alternative nel trattamento dell’allergia alle arachidi i ricercatori stanno studiando l’immunoterapia orale che prevede la somministrazione ai bambini che soffrono di allergia a questo legume o sono a rischio di piccole dosi di cibo contenente arachidi. Questo, secondo gli studi, dovrebbe portare nel tempo ad una desensibilizzazione verso l’allergene incriminato ma gli esiti sono ancora incerti.

Sulla base di queste ricerche, è stato anche sperimentato un nuovo farmaco per l’intolleranza alle arachidi chiamato Palforzia. Questo medicinale, che ancora è diffuso in forma solo sperimentale, si è rivelato però utile nei pazienti più piccoli per prevenire e mitigare le  manifestazioni più eclatanti provocate dall’allergia alle arachidi. Riduce infatti l’insorgenza dei segnali più comuni, quali vomito e diarrea, ed evita che si arrivi allo shock anafilattico.

Il funzionamento di Palforzia è molto semplice: esso lavora abituando il corpo a tollerare percentuali minime di arachidi, in modo che al primo contatto non si verifichi subito una crisi. Nel concreto, un bambino che ha questa allergia, dovrebbe assumere una pastiglia al giorno contenente una dose minima di proteine dell’alimento in questione. Man a mano che la terapia procede, la concentrazione di allergene aumenta, facendo in modo che l’organismo inizi ad abbassare le difese immunitarie responsabili della reazione allergica.

Di recente uno studio sembra, infine, aver individuato la proteina responsabile della reazione allergica. Iniettando nel corpo uno speciale anticorpo prima dell’ingestione delle arachidi, è possibile quindi controllare tutti i sintomi. Tuttavia anche questo studio è ancora in fase sperimentale.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo sull’intolleranza alle arachidi in cui abbiamo appreso che questa è probabilmente una delle allergie alimentari più pericolose in quanto è molto facile che il soggetto allergico manifesti i sintomi di shock anafilattico anche dopo aver ingerito piccolissime quantità dell’alimento.

Dato che l’età è un fattore di rischio, sono i bambini i soggetti più colpiti da allergia/ intolleranza alle arachidi, quindi i genitori che hanno figli che soffrono di questa patologia devono stare molto attenti a tutto ciò che assume il bambino e portare sempre con sé un iniettore di epinefrina.

Infine, anche se al momento l’unica cura certa consiste nell’eliminare dalla propria dieta l’allergene, sono in corso numerosi studi mirati a introdurre anche soluzioni farmacologiche all’allergia alle arachidi.

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Domande frequenti sull’intolleranza alle arachidi

Cosa sono le arachidi?

Le arachidi sono dei legumi originari del Sud America che crescono sottoterra. Possono essere consumate crude oppure tostate o come ingrediente di altri alimenti come burro e olio di arachidi o farina.

Quali sono i sintomi di allergia alle arachidi?

I sintomi più comuni sia nei bambini che negli adulti sono: dolore e gonfiore addominale, nausea, vomito o diarrea, naso che cola e problemi respiratori, reazioni cutanee, come orticaria, arrossamento o gonfiore, prurito o formicolio dentro o intorno alla bocca e alla gola, mancanza di respiro o respiro sibilante, shock anafilattico.

Perché si verifica la reazione allergica alle arachidi?

L’allergia o intolleranza alle arachidi si verifica quando il sistema immunitario identifica erroneamente le proteine dell’arachide come qualcosa di dannoso. Il contatto con le arachidi induce il sistema immunitario a rilasciare sostanze chimiche che causano i sintomi nel flusso sanguigno.

Perché l’età è un fattore di rischio di intolleranza alle arachidi?

L’età è un fattore di rischio perché in genere i bambini sono più predisposti a soffrire di questa allergia. Crescendo, il nostro sistema digestivo matura e il nostro corpo ha così meno probabilità di reagire al cibo che provoca allergie.

Come funziona Palforzia, farmaco sperimentale contro l’allergia alle arachidi?

Il funzionamento di Palforzia è molto semplice: esso lavora abituando il corpo a tollerare percentuali minime di arachidi, in modo che al primo contatto non si verifichi subito una crisi. Nel concreto, un bambino che ha questa allergia, dovrebbe assumere una pastiglia al giorno contenente una dose minima di proteine dell’alimento in questione. Man a mano che la terapia procede, la concentrazione di allergene aumenta, facendo in modo che l’organismo inizi ad abbassare le difese immunitarie responsabili della reazione allergica.

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4 Commenti
  1. Giuditta dice

    Scusate ma, io sapevo che intolleranza e allergia non sono la stessa cosa.
    Cioè, io per esempio, sono intollerante al lattosio, ma NON sono allergica alla proteina del latte. E la differenza è di vita o di morte.

    Perché se io fossi allergica, pur bevendo un bicchiere di latte senza lattosio, io sarei già morta se la mia fosse anche un’allergia alla proteina del latte, che anche i famosi latti senza lattosio contengono.

    Quindi non è la stessa cosa essere intolleranti agli arachidi, ad essere allergici. Secondo me. Poi, potrei anche peccare d’ignoranza. Ma quel discorso del latte l’ho letto in un articolo su jn sito di medicina.

  2. Giancarla dice

    Buon pomeriggio Giuditta, allergia ed intolleranza sono cose distinte. Per avere le idee ancora più chiare in merito le consiglio di leggere questo articolo: https://www.benessere.guru/allergie-alimentari/

  3. Mascia dice

    Salve mi chiamo mascia e ho 34 anni volevo sapere se uno può diventare allergico anche se non è mai stato

  4. Giulia M dice

    Salve Mascia, non diamo consigli medici. Deve chiedere al suo medico di riferimento.

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