Prostata infiammata: cos’è e come si cura

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Quando parliamo di prostata infiammata facciamo riferimento a una serie di patologie che si possono manifestare con modalità e per cause diverse. Ad essere colpita è la ghiandola prostatica, organo caratteristico dell’uomo, che assolve ad alcune funzioni fondamentali per l’organismo.

Nel momento in cui quest’organo sviluppa un’infiammazione, il corretto svolgimento di queste funzioni viene meno, rendendole difficoltose o impossibili. Fortunatamente però, trattandosi di infiammazioni, parliamo di situazioni che, seppur spiacevoli e disagevoli, sono curabili.

Nelle prossime righe analizzeremo allora cosa succede quando la prostata si infiamma, quali sono le cause che danno vita a queste patologie e quali sono i rimedi più comuni. Non mancheremo infine di vedere quali sono le abitudini di vita corrette che possono essere applicate a titolo di prevenzione da queste infiammazioni.

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Prostata infiammata

Partiamo dal principio, cercando di capire di cosa parliamo. Quando abbiamo affrontato l’argomento prostata in generale, l’abbiamo definita come un organo dell’apparato uro-genitale maschile, di forma e dimensioni simili a quelle di una grossa castagna. Situata sotto la vescica e attraversata dall’uretra, la prostata è responsabile di tre funzioni principali: quella escretoria, quella eiaculatoria e quella urinaria.

Un’infiammazione della prostata è quella che in ambito medico viene chiamata prostatite ed è una patologia così diffusa che si stima che circa 1 uomo su 12 la contragga almeno una volta nella vita. Visto l’apparato di riferimento, il quadro dei sintomi associati alla prostatite definisce una condizione piuttosto scomoda per chi ne soffre. Vediamo allora rapidamente cosa succede a chi soffre di prostata infiammata.

I sintomi della prostatite

La situazione sintomatologica associata alla prostata infiammata è definita tipica e contiene delle manifestazioni che permettono di individuare in maniera piuttosto sicura il problema.

I pazienti che soffrono di questa patologia solitamente riferiscono di dolori nella regione pelvica e perineale, oltre a forti dolori nella zona lombare. In relazione alle funzioni assolte dall’apparato uro-genitale, inoltre, la prostatite coinvolge anche l’urinazione, aumentandone lo stimolo e rendendola dolorosa. Allo stesso modo diventa dolorosa anche l’eiaculazione, per l’ingrossamento della ghiandola in seguito all’infiammazione.

La diagnosi della prostatite

Sebbene i sintomi elencati facciano riferimento in maniera piuttosto definita a un’infiammazione nell’area prostatica, è necessario condurre degli approfondimenti clinici in modo da isolare la diagnosi e renderla più precisa.

L’obiettivo di esami e visite specialistiche è quello di misurare la gravità dell’infiammazione, stabilendone la causa e lo stato di avanzamento. Come vedremo nel prossimo paragrafo, infatti, la terapia per questa patologia varia a seconda di quello che è stato il fattore che l’ha fatta sviluppare e una terapia sbagliata potrebbe pertanto risultare, nella migliore delle ipotesi, inefficace per guarire.

Prostata infiammata cause e tipologie

A diverse cause corrispondono solitamente diverse tipologie di prostatite. A diverse tipologie, come detto, corrispondono diverse cure.

Per esempio, una prostata infiammata di origine cosiddetta infettiva risponde bene alla terapia antibiotica. Diverso il discorso per quelle di origine non infettiva, che devono essere valutate individualmente e sono ad alto rischio di recidiva.

In campo medico l’individuazione del tipo di infiammazione in corso viene ricondotta all’interno di un quadro che comprende 4 tipologie principali. Vediamole più nel dettaglio.

Prostata infiammata

Prostatite acuta di origine batterica

L’infiammazione della prostata di tipo I è una patologia piuttosto frequente e che non viene considerata grave. Come è facile intuire dal nome, la causa scatenante sono alcuni batteri, che fanno sì che questa prostatite si sviluppi in maniera piuttosto rapida.

I pazienti che la contraggono sono, nei casi più comuni, vittime di infezioni delle vie urinarie o di infezioni sessualmente trasmissibili. Esistono poi altri fattori scatenanti, meno frequenti, che consistono nel passaggio di batteri della flora intestinale alla prostata, in un trauma lesivo della zona perianale (come una lacerazione per un’apertura innaturale delle gambe) o nella presenza di fimosi.

Al quadro sintomatologico già descritto si aggiunge spesso la presenza di febbre alta. È importante che questa prostatite venga diagnosticata per tempo con esami obiettivi per evitare l’insorgere di complicazioni anche gravi.

Prostatite cronica di origine batterica

Qui parliamo della prostatite di tipo II, che si presenta solitamente come evoluzione di quella di tipo I oppure come conseguenza di un’infezione urinaria o testicolare. Si distingue dalla precedente per il carattere della persistenza e per una comparsa di sintomi più graduale.

L’andamento ciclico inoltre, con sintomi che vanno e vengono, è ciò che conferisce alla patologia la definizione di “cronica”. Anche qui è fondamentale la diagnosi con esami obiettivi, compresi quindi una visita urologica e diversi test di laboratorio.

Una mancata cura di questo stadio potrebbe portare a complicazioni ben peggiori, come la formazione di un ascesso prostatico, che richiederebbe un intervento chirurgico per essere rimosso.

Prostatite cronica non batterica

L’infiammazione della prostata di tipo III è, al giorno d’oggi, la variante patologica sulla quale regna minore chiarezza. I sintomi sono analoghi a quelli delle manifestazioni precedenti, fatta esclusione per la febbre. Per questo motivo la scienza medica ha ipotizzato cause di origine neurologica o meccanica, arrivando addirittura ad associare condizioni di stress con l’insorgenza della patologia.

Gli strumenti di diagnosi sono gli stessi già visti, dal momento che sono le uniche modalità che permettono di escludere la fonte batterica dell’infiammazione.

Prostatite asintomatica

Esiste infine un tipo IV che a livello clinico si manifesta come una forte infiammazione, rilevata attraverso gli esami diagnostici, ma che non provoca alcun sintomo nel paziente che la contrae. La prostatite asintomatica infatti viene scoperta la maggior parte delle volte per caso, tanto che molte delle persone non sono nemmeno consapevoli di averla avuta.

In maniera analoga a quanto accade con la variante non batterica, esiste ancora una certa confusione su origine ed eziologia della prostatite asintomatica.

Prostata infiammata rimedi

Se come abbiamo visto è la causa a determinare la tipologia di infiammazione in atto, sempre grazie alla definizione della causa è possibile stabilire quale terapia intraprendere per la cura.

Un’infiammazione della prostata di tipo batterico, ad esempio, richiede la prescrizione di un ciclo di antibiotici per debellare i batteri scatenanti. A questi farmaci è possibile associarne degli altri, che migliorino le condizioni dei pazienti fintanto che la cura non sia terminata. Nello specifico parliamo di antinfiammatori, per alleviare i dolori tipici, e di altri miorilassanti che facilitano l’urinazione.

Meno definita è la terapia in caso di infiammazione non batterica: qui la medicina esclude gli antibiotici e si da priorità agli antinfiammatori. Permane comunque una certa nebulosità sull’efficacia del metodo e molti studi sono ancora in corso per trovare una terapia che sia universalmente riconosciuta come valida.

Prostata infiammata: abitudini e alimentazione

Nel quotidiano è possibile introdurre delle abitudini che permettano di preservare la salute dell’apparato uro-genitale, abbassando quindi notevolmente la possibilità di contrarre infiammazioni della prostata. Le abitudini sessuali influiscono notevolmente sulla possibilità di sviluppare infezioni di tipo batterico, motivo per cui è fondamentale adottare comportamenti che siano sicuri.

Una delle cause scatenanti delle prostatiti è un’insufficiente assunzione di liquidi: bere poca acqua infatti è stato infatti associato con certezza allo sviluppo di infiammazioni nella regione uro-pelvica. Oltre ad avere numerosi altri benefici sull’organismo, quindi (anche se non è vero che bere acqua fa dimagrire), mantenersi ben idratati permette di tenere alto il livello di salute dell’apparato.

Secondo punto importante è l’alimentazione: sappiamo che anche al di là dei casi in cui viene applicata una dieta per dimagrire, è importantissimo seguire un regime alimentare vario ed equilibrato. È risaputo inoltre come determinati cibi influiscano negativamente sulle patologie prostatiche, al punto che l’assunzione viene fortemente sconsigliata durante il trattamento farmacologico. Parliamo di caffè, cibi speziati (piccanti) e alcolici, che dovrebbero comunque essere sempre assunti in maniera moderata all’interno di una dieta considerata “normale”.

La letteratura erboristica nel corso degli anni ha scoperto diverse piante con proprietà ritenute benefiche per alleviare e prevenire l’insorgenza di infiammazioni della prostata. Tra queste un’assunzione regolare di ginkgo, echinacea e mirtillo americano si è dimostrata particolarmente utile per mantenere in salute la ghiandola.

Infine, dal momento che anche lo stress risulta essere piuttosto influente tra le cause di prostatite, specie parlando della tipologia III, è importante cercare di tenerne bassi i livelli per far sì che l’organismo non ne risenta. Un modo? Ad esempio trovando un’attività sportiva da praticare, che permetta di innalzare i livelli di serotonina e sfogare le tensioni accumulate (hai mai pensato alla possibilità di provare un circuito cardio da fare a casa?)

Conclusioni

Ricapitolando, l’infiammazione della prostata è una patologia tanto comune quanto importante. È fondamentale infatti non sottovalutarne minimamente l’entità, muovendosi per tempo in caso di sospetto della sua insorgenza.

Rivolgersi a un medico specialista è solo il primo passo nel processo di diagnosi, che prevede un iter ben definito che passa attraverso diversi esami. Solo così sarà possibile definire quale delle quattro tipologie ad oggi studiate è quella che ci ha colpiti. In questo modo (e solo in questo modo) il nostro medico potrà definire la terapia di cura più adatta per evitare che l’infiammazione cronicizzi o addirittura sfoci in patologie peggiori.

Esistono comunque diversi accorgimenti che si possono introdurre nella vita quotidiana e che permettono di mantenere l’apparato uro-genitale in salute, abbassando notevolmente il rischio di sviluppare queste infiammazioni e mettendo quindi in pratica una terapia di prevenzione a lungo termine che si è già rivelata più volte efficace.

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Domande frequenti sulla prostata infiammata

Cos’è la prostata infiammata?

Conosciuta in ambito medico come prostatite, è un’infiammazione della ghiandola presente nell’apparato uro-genitale maschile e deputata alle funzioni escretoria, eiaculatoria e urinaria. Trattandosi di una patologia, va a influire sul corretto funzionamento dell’intero apparato.

Quanti tipi di infiammazione della prostata esistono?

Ad oggi la letteratura medica ha individuato 4 tipologie principali, che si distinguono per causa e modalità di manifestazione. Le prime due sono di tipo batterico e per la cura i medici prescrivono una terapia antibiotica. La terza, non batterica, prevede l’utilizzo di antinfiammatori. L’ultima infine non presenta sintomi e assume infatti la denominazione di asintomatica.

Come viene effettuata la diagnosi di prostatite?

Attraverso esami specifici, che comprendono una visita urologica e test di laboratorio su sangue, urine e sperma.

Come si può prevenire l’insorgenza di infiammazioni della prostata?

Esistono stili di vita corretti che consentono di limitare il rischio di sviluppare queste patologie. Curare l’alimentazione, assumere molti liquidi, limitare le fonti di stress influiscono positivamente sulle probabilità di contrarre un’infiammazione della prostata.

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