Saltare pasti per Dimagrire: Funziona davvero?

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Saltare i pasti per dimagrire. Si tratta di una possibilità che in molti, sicuramente, hanno preso in considerazione per riuscire a buttare giù qualche chilo. Eppure, contrariamente a quello che si pensi, il digiuno  rappresenta un’abitudine scorretta che può portare conseguenze ben diverse da quelle sperate. Vediamo  di approfondire insieme questo argomento.

Saltare i pasti fa male?

Saltare dei pasti rappresenta una scelta scorretta perché, in realtà, sta alla base di una alimentazione  disordinata. A prescindere se il pasto saltato sia la colazione, il pranzo o la cena, questa scelta porta a eliminare l’assunzione di cibi legati a un particolare momento della giornata, producendo squilibrio.

C’è da dire, però, che saltare un pasto o due non significa davvero digiunare. Qualunque persona, grassa o magra che sia, può sopportare di rimanere senza cibo per un po’ senza riportare particolari conseguenze. Infatti, una volta attivato il consumo delle scorte di grassi, il nostro cervello riduce automaticamente lo stimolo della fame.

A ciò si aggiunge il fatto che, per fortuna, quando si tratta di saltare i pasti in modo saltuario, il tempo di digiuno non è così prolungato da causare ipoglicemia o altre criticità per il funzionamento dell’organismo.

Un o due pasti in meno non comportano neppure il rischio di intaccare la massa muscolare, né tanto meno di ridurre il metabolismo basale incidendo negativamente sul consumo calorico generale.

Uno dei pochi parametri da tenere sotto controllo nei casi di digiuno occasionale è quello relativo alla corretta idratazione, che può subire degli scompensi soprattutto se accompagnata da attività fisica e sudorazione, con conseguente eccessiva perdita di liquidi.

Fatte queste considerazioni, bisogna però sottolineare che saltare pasti per dimagrire è comunque una condotta potenzialmente dannosa per il nostro organismo. Questa pratica soprattutto se ripetuta nel tempo e protratta per diversi giorni può causare vari scompensi organici e perfino mettere in crisi le ghiandole surrenali produttrici del cortisolo, l’ormone responsabile dello stress nell’essere umano. A ciò si aggiunge il pericolo di incentivare l’insorgenza di disturbi cardiovascolari e l’indebolimento delle strutture muscolari.

Ecci in sintesi le problematiche principali connesse alla consuetudine di saltare i pasti per dimagrire.

Accumulo di grassi

Digiunare paradossalmente può aumentare l’accumulo di grassi facendoci aumentare peso. Questo, infatti, può dipendere dalla diminuzione dei nutrienti essenziali per il suo funzionamento, oltre che da una naturale reazione dell’organismo alla privazione.

Squilibrio ormonale

Lo stress cui l’organismo è sottoposto durante il digiuno può originare squilibri ormonali. L’ormone dello stress o cortisolo viene prodotto più abbondantemente e una delle conseguenze non previste anche in questo caso è proprio l’aumento del peso.

Squilibrio dell’insulina

I quantitativi di insulina possono essere messi in crisi dal digiuno. Il rischio dietro l’angolo in questo caso è quello di predisporre il fisico al diabete e/o a stati di stanchezza cronica.

Eccessi alimentari

Sottrarre alimenti e nutrimento al nostro corpo può generare un accrescimento della fame e, quindi, consumi alimentari eccessivi. Questo genere di comportamenti non è ovviamente senza conseguenze, ma può avere ricadute negative su digestione, ipertensione e sintesi renale.

Il digiuno fa dimagrire?

Veniamo ora alla domanda espressa dal titolo di questo articolo. Saltare i pasti per dimagrire funziona? La risposta di dietologi ed esperti di nutrizione non lascia dubbi: ricorrendo al  digiuno saltuario non si dimagrisce. Anche la spiegazione è altrettanto chiara.

La diminuzione di calorie assunte genera come conseguenza un aumento dello stimolo della fame, che ci spingerà ad aumentare il quantitativo di cibo assunto dopo la fase di digiuno. Una mancata colazione, ad esempio, spingerà a mangiare di più a pranzo, mentre un pranzo saltato originerà molto probabilmente un’ iperalimentazione a cena.

Ora, sapendo che il dimagrimento si verifica grazie a una diminuzione del quantitativo energetico assunto, se i cibi vengono “spostati” da un pasto all’altro si avrà un iniziale consumo delle riserve adipose, che però saranno poi immediatamente ricostituite dall’organismo.

Per chi fa i conti con l’obesità, poi, è dimostrato che il digiuno saltuario non sortisce alcun effetto e, al contrario, stimola nel soggetto un maggiore livello di appetito.

In questo senso, dunque, l’indicazione principale che viene dagli esperti e dai dietologi è quella di evitare di saltare i pasti per dimagrire, scongiurando così il rischio di sensibili fluttuazioni del livello di insulina e di glucosio, col risultato finale di far aumentare il peso invece di perderlo.

Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha, ad esempio, messo in evidenza che saltare i pasti può produrre un aumento di peso, soprattutto in zona addominale. Ciò dipenderebbe proprio dalle fluttuazioni dell’insulina e degli zuccheri provocate dal digiuno. Quest’ultimo, infatti, è alla causa dello sviluppo dell’insulino-resistenza di un organo come il fegato, che porta come conseguenza un immagazzinamento dello zucchero come grasso proprio nella zona addominale.

Gli effetti del digiuno

Le variabili legate alla possibilità di saltare i pasti sono numerose, e dipendono da numerosi fattori. Se, ad esempio, si decide di saltare il pasto successivo a una grande “mangiata”, siamo di fronte a un’eventualità che può avere una sua logica, anche se in questo caso sarebbe sufficiente far seguire un pasto molto ridotto.

In genere, è importante non giungere mai troppo affamati al pasto successivo, perché, come abbiamo visto, si otterrà il risultato opposto.

Un’altra variabile che si deve tenere sotto controllo è quella legata all’attività fisica. Digiunare a fronte di un’elevata richiesta energetica è sempre una scelta sbagliata, dal momento che le risposte dell’organismo in questo caso possono essere imprevedibili. Lavori pesanti o attività sportive intense non si armonizzano facilmente col digiuno, svuotano rapidamente di energie e possono generare debolezza, crampi muscolari e nervosismo.

Vediamo ora nel dettaglio cosa comporta saltare i tre principali pasti della giornata

Saltare la colazione

La colazione ha il ruolo di mettere a disposizione dell’organismo una giusta dose di acqua, calcio fosforo, vitamine e carboidrati attraverso l’assunzione di latte e suoi derivati, cereali, zuccheri, frutta e uova.

Saltare il primo pasto della giornata, quindi, tenderà a creare una carenza di questi nutrienti, soprattutto a fronte di un’abitudine stabile. Uno studio americano, tra l’altro, ha dimostrato che saltare abitualmente la colazione da parte delle donne aumenta del 20% la possibilità di sviluppare il diabete.

Saltare il pranzo

Carboidrati complessi, grassi insaturi, vitamine, minerali e fibre caratterizzano sensibilmente l’apporto nutrizionale del pranzo, che per sua natura e composizione è anche il più ampio della giornata.

L’eliminazione del pranzo può dunque causare un deficit energetico sensibile, facendo così aumentare lo stimolo della fame nelle ore successive.

Saltare la cena

Anche il pasto serale fornisce un’ampia scelta di nutrienti, ma in genere è meno abbondante del pranzo. La scelta di secondi piatti soprattutto, consente un buon apporto di amminoacidi essenziali, fibre e minerali, vitamine e grassi insaturi.

In caso di eliminazione di questo pasto, la limitazione nutrizionale sarà particolarmente sensibile in riferimento ai più importanti nutrienti provenienti da alimenti di origine animale.

C’è da dire, tuttavia, che eliminare la cena non è considerato universalmente un’azione sconsigliabile. Alcune tradizioni antiche considerano infatti questo momento il più evitabile tra tutti i consumi di cibo nel corso della giornata. Alcuni studi affermano che lasciar “riposare” l’organismo la sera, anche se non abitualmente, possa essere una valida scelta per alcune categorie di persone.

Anziani, donne in stato interessante, ragazzi in età dello sviluppo e bambini non dovrebbero mai saltare nessun pasto compresa la cena!

Effetti del digiuno

Dieta e digiuno

Contrariamente a quanti molti possano pensare, non è tanto il saltare un pasto ad aiutare a dimagrire, quanto, al contrario, puntare sui piccoli pasti durante tutto l’arco della giornata.

Un’altra possibilità, che viene supportata da molti addetti ai lavori, è quella che prevede un regime di semi-digiuno per cinque giorni, con un’assunzione alimentare limitata a verdura, frutta, legumi e cereali integrali a cadenza trimestrale o semestrale.

Forme controllate di digiuno, quindi inserite in un ben preciso piano alimentare, portano benefici a livello neuronale, aiutano l’organismo a ridurre il livello infiammatorio, rafforzano le difese immunitarie e aiutano le cellule nel processo di depurazione.

Tra le varie tecniche che prevedono il ricorso al digiuno intermittente, c’è il cosiddetto metodo 16:8, che prevede 16 ore di riposo dal cibo e 8 ore in cui si concentrano tutti i pasti. Questo metodo è stato elaborato come un prolungamento del digiuno legato alle ore di sonno, che elimina la colazione e il pranzo, garantendo poi di mangiare fino alle 20.00. Esiste poi anche una dieta che prevede 5 giorni di alimentazione normale e 2 con restrizione calorica.

Tra i vari consigli forniti dai nutrizionisti e dagli studiosi dell’argomento c’è quello poi di prediligere sempre la colazione e il pranzo, saltando eventualmente solo la cena. Nella prima parte della giornata, infatti, il nostro metabolismo è più attivo, per poi rallentare nella parte finale.

La regola dei piccoli pasti

Un’alternativa alla tecnica di saltare il pasto è quella di nutrirsi con 5 o 6 piccoli pasti giornalieri, facendo attenzione a limitare sempre il quantitativo di calorie e di grassi e puntando invece su proteine e nutrienti nobili.

Si tratta di un sistema che prevede un consumo alimentare circa ogni ¾ ore e che viene considerato estremamente utile per un efficace controllo del peso corporeo. Questa condotta tende inoltre anche ad equilibrare l’apporto calorico, stabilizzando i livelli del glucosio e rispettando il bilancio energetico.

In questo caso, gli esperti attribuiscono agli integratori una certa importanza, in quanto possono essere utili per rispondere alla necessità dell’organismo di assumere specifici nutrienti.

Si tratta, comunque e sempre, di uno degli aspetti da regolare seguendo le indicazioni di un dietologo o di un esperto di alimentazione e non certo al fai-da-te.

Alternative al saltare i pasti per dimagrire

Esistono diverse alternative, tutte valide, con cui possiamo agevolmente e proficuamente sostituire la formula del digiuno.

Si parte dal seguire una dieta mediterranea, composta dal 55% di carboidrati, 30% di lipidi e 15% di proteine. Con un consumo di almeno di cereali almeno due volte a settimana carne uova e pesce una volta a settimana. Fondamentale il consumo di frutta e verdura, da contenere quello di latte e derivati.

La seconda parola d’ordine dev’essere “movimento”. L’attività fisica è l’arma in più che ci serve per contenere l’accumulo di grassi e avere un ridotto consumo metabolico. Se proprio non si riesce a praticare uno sport od andare in palestra, si consiglia di camminare a piedi tutte le volte che è possibile, di ridurre l’uso dell’automobile e di trovare il tempo per praticare ginnastica o attività motorie ogni giorno anche a casa.

L’importanza di accelerare il nostro metabolismo

Infine, altro imperativo da tenere sempre a mente, è che accelerare il metabolismo, e quindi il consumo calorico del nostro organismo, è di gran lunga preferibile al digiunare. Se, infatti l’accumulo di grassi e di chili indesiderati dipende in molti casi da un rallentamento del metabolismo, è proprio il caso di darsi da fare.

Ci sono diversi modi di intervenire per elevare il proprio metabolismo in modo naturale. Si parte dall’alimentazione, privilegiando il consumo di cibi leggeri e sani, mangiano poco e spesso e, soprattutto, piano.

L’altra strada, come abbiamo visto, è quella dell‘attività fisica. Una vita sedentaria, infatti, rappresenta il trionfo del metabolismo lento e, quindi, dell’accumulo di peso.

Conclusioni

Gli elementi fin qui raccolti ci dicono, dunque, che saltare i pasti per dimagrire non solo non è utile ma è anche dannoso. Privare l’organismo, per un certo periodo di tempo, di calorie e nutrienti non porta come conseguenza sicura la riduzione della massa grassa.

In realtà, questa condotta può, al contrario, rallentare il metabolismo, esponendoci allo stesso tempo a un indebolimento nutrizionale.

Gli effetti collaterali riscontrabili, inoltre, sono numerosi, e coinvolgono sia il corpo sia la mente. Ad esempio, saltando i pasti, le ghiandole surrenali producono cortisolo, l’ormone responsabile del nostro livello di stress. A ciò si aggiunge anche un tendenziale aumento del desiderio nei confronti del cosiddetto “cibo spazzatura”.

Se poi il saltare i pasti diventa un’abitudine, i rischi dietro l’angolo aumentano. Quello principale è che l’organismo, continuamente deprivato di nutrienti, finisca per intaccare la massa muscolare. In questo caso, allora, si assiste sì a una diminuzione del peso corporeo, che però ha come effetto di lungo termine l’aumento della massa grassa. In pratica, diminuendo la massa muscolare il metabolismo rallenta, per cui l’organismo brucia meno calorie, riacquistando tutto il peso perso inizialmente.

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Domande frequenti su saltare pasti per dimagrire

Saltare i pasti fa dimagrire?

La risposta di dietologi ed esperti di nutrizione non lascia dubbi: ricorrendo al  digiuno saltuario non si dimagrisce. La diminuzione di calorie assunte genera infatti come conseguenza un aumento dello stimolo della fame, che ci spingerà ad aumentare il quantitativo di cibo assunto dopo la fase di digiuno. Una mancata colazione, ad esempio, spingerà a mangiare di più a pranzo, mentre un pranzo saltato originerà molto probabilmente un’ iperalimentazione a cena.

Saltare i pasti fa aumentare la “pancetta”?

Saltare i pasti può produrre un aumento di peso, soprattutto in zona addominale. Ciò dipenderebbe dalle fluttuazioni dell’insulina e degli zuccheri provocate dal digiuno. Quest’ultimo, infatti, è alla causa dello sviluppo dell’insulino-resistenza di un organo come il fegato, che porta come conseguenza un immagazzinamento dello zucchero come grasso proprio nella zona addominale.

Saltare la cena ogni tanto per dimagrire fa male?

Eliminare la cena non è considerato universalmente un’azione sconsigliabile. Alcune tradizioni antiche considerano infatti questo momento il più evitabile tra tutti i consumi di cibo nel corso della giornata. Alcuni studi affermano che lasciar “riposare” l’organismo la sera, anche se non abitualmente, possa essere una valida scelta per alcune categorie di persone.

Quali sono le alternative al digiuno per dimagrire?

Un’alternativa alla tecnica di saltare il pasto è quella di nutrirsi con 5 o 6 piccoli pasti giornalieri, facendo attenzione a limitare sempre il quantitativo di calorie e di grassi e puntando invece su proteine e nutrienti nobili.

Quali pericoli può comportare il saltare i pasti abitualmente?

Quando il saltare i pasti diventa un’abitudine, i rischi dietro l’angolo aumentano. Quello principale è che l’organismo, continuamente deprivato di nutrienti, finisca per intaccare la massa muscolare. In questo caso, allora, si assiste sì a una diminuzione del peso corporeo, che però ha come effetto di lungo termine l’aumento della massa grassa. In pratica, diminuendo la massa muscolare il metabolismo rallenta, per cui l’organismo brucia meno calorie, riacquistando tutto il peso perso inizialmente.

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